27 Dicembre 2017

Bollette telefoniche, arrivano le sanzioni per le compagnie

 

È stato il caso degli ultimi anni, dopo le denunce delle associazioni di tutela dei consumatori e le decisioni politiche, scaturite poi nel decreto fiscale 148/2017 di fatto le ha definitivamente bloccate: parliamo delle tristemente note ” bollette ogni 28 giorni “, modalità di fatturazione introdotta dal 2015 da alcune compagnie telefoniche e poi copiata anche da altre settori, come quello delle pay tv.Un miliardo di ricavi per le compagnie telefonicheIl motivo della diffusione di questo sistema è piuttosto evidente se guardiamo agli effetti che ha avuto per le casse delle stesse società: il pagamento a 28 giorni, quindi a 4 settimane, consentiva alle compagnie di ritrovarsi a fine anno con una tredicesima mensilità praticamente “inventata” dal nulla, con ovvio incremento dei fatturati. Secondo le associazioni dei consumatori, che hanno protestato per primi contro queste manovre, il totale guadagnato dagli operatori ha raggiunto quota di almeno un miliardo e 190 milioni di euro, mentre per gli utenti i costi sono saliti dell’ 8 per cento.Le contromosse dell’ AgcomCome detto, la levata di scudi ha prodotto un risultato più o meno concreto, ovvero innanzitutto la diffida da parte dell’ Agcom nei confronti delle compagnie telefoniche (nella fattispecie Tim, Vodafone. Wind Tre e Fastweb) che avevano continuato a imporre fatturazioni ogni 28 giorni ai propri clienti, specialmente per le offerte sul fisso. È di queste ore, invece, la notizia dell’ ulteriore mossa dell’ Autorità, che ha sanzionato le stesse società andando a colpirle nel portafogli.Sanzione massima, ma importo minimoIn realtà, l’ entità della multa comminata dall’ Agcom è piuttosto “esigua”, soprattutto se confrontata con il totale degli incassi ottenuti dalle stesse: nonostante sia la pena massima prevista per legge, infatti, la sanzione è di appena 1 milione e 160 mila euro per ciascuno degli operatori ritenuti colpevoli di questo comportamento illecito. Vale a dire, quasi un decimo degli introiti ricavati con le bollette a 28 giorni.Possibilità di rimborsoÈ comunque importante che l’ Agcom abbia riconosciuto le compagnie colpevoli di aver “approfittato” della propria posizione per imporre ai clienti della linea fìssa e di alcune offerte di telefono “fisso più mobile” un aumento tariffario nascosto e piuttosto oneroso, come visto. Questa decisione, infatti, consente ora agli utenti di tutelarsi e di avanzare anche richieste di rimborsi alle stesse società, come sottolineato sia dalle associazioni di categoria che dai portali specializzati come Rimborso Facile , che hanno anche pubblicato approfondimenti sui moduli da presentare per richiedere risarcimenti in merito.Il commento del CodaconsQuesta però può essere anche l’ occasione per ripensare alla situazione normativa del settore delle telecomunicazioni e ai poteri dell’ Agcom, come richiesto dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che da un lato definisce la multa “giusta nelle intenzioni; il Garante multa le compagnie per le bollette a 28 giorni perché ribadisce l’ assoluta illegittimità dell’ operato dei gestori telefonici”, ma dall’ altro lato non può che definire “ridicola la sua entità, perché per nulla proporzionata ai ricavi raccolti. Parliamoci chiaro: una sanzione da un milione e spiccioli fa appena il solletico alle società telefoniche. Per questo serve una riforma del settore che dia maggiori poteri al Garante e gli consenta di elevare multe davvero in grado di fare danno alle casse dei gestori telefonici. Altrimenti le grandi società avranno tutto l’ interesse ad adottare comportamenti illeciti, consapevoli che la punizione che riceveranno sarà sempre blanda”, conclude Rienzi.

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