Bollette telefoniche a 28 giorni Scattano i rimborsi automatici
-
fonte:
- Libero
risarcimenti da 30 a 50 euro
ATTILIO BARBIERI Il Consiglio di Stato ha respinto in via definitiva il ricorso di Vodafone, Fatstweb e Wind Tre che dovranno rimborsare ai clienti il sovrapprezzo pagato tra il 2015 e il 2017 per le bollette a 28 giorni. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha respinto, con 3 diversi dispositivi di sentenza, i ricorsi presentati dalle società telefoniche e contro la fatturazione mensile delle bollette – anziché a 28 giorni – stabilita dell’ Agcom. Bocciando i ricorsi i giudici del Consiglio di Stato hanno respinto anche la richiesta dell’ Agcom di confermare l’ iniziale entità delle sanzioni, pari a 1.160.000 euro, dimezzate dal Tar del Lazio a 580.000 euro. I giudici amministrativi avevano fatto riferimento al fatto che la violazione commessa risaliva al giugno 2017, quando il massimo edittale della sanzione era appunto di 580.000 euro. Questo sconto, però, non cambia nulla per i consumatori, che da oggi possono presentare domanda per i rimborsi. MENO DI UN ANNO «Era ora: finalmente si chiude una brutta vicenda e viene riconosciuto il sacrosanto diritto dei consumatori di riavere quello che le compagnie telefoniche hanno indebitamente percepito violando le delibere dell’ Authority», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. «I giorni di rimborso che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti sono compresi», ricorda Dona, «nel periodo tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018. Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi, eventualmente spalmati su più fatture, conclude. In realtà, come spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons, l’ associazione che ha presentato il ricorso ai giudici di Palazzo Spada, le tre compagnie telefoniche stanno confezionando una nuova trappola per i loro clienti. «Ora si apre definitivamente la strada ai rimborsi diretti in favore degli utenti», spiega Rienzi, «che dovranno ricevere una somma compresa fra i 30 e i 50 euro ciascuno per le maggiori spese sostenute a causa dell’ illegittima pratica delle bollette a 28 giorni. Ma le compagnie telefoniche stanno giocando d’ anticipo offrendo ai propri clienti indennizzi sottoforma di minuti e traffico internet gratis». Offerte che sono vantaggiose soltanto in apparenza perché sono «a costo zero per le società della telefonia», aggiunge Rienzi, «e potrebbero non compensare il credito vantato dagli utenti per le fatturazioni a 28 giorni». ACCREDITI AUTOMATICI Confermando la disposizione dell’ Authority per le Tlc il Consiglio di Stato ha implicitamente confermato anche i rimborsi automatici. Le compagnie sono tenute a restituire le cifre incassate indebitamente, senza che i clienti facciano espressa richiesta. Il meccanismo prevede che le somme vengano «accreditate» ai clienti sulle prime fatture raggiungibili che così si potranno azzerare, fino ad esaurire l’ importo da restituire. In pratica i clienti non riceveranno fisicamente le somme dei rimborsi, ma i carrier le storneranno nei primi documenti contabili raggiungibili. Sulla fattura la compagnia dovrà indicare i giorni per i quali è stato indebitamente incassato un corrispettivo per un servizio non reso, 2 o 3 al mese nel periodo fra il 23 giugno 2017 e l’ inizio di aprile dell’ anno successivo, l’ importo da rimborsare, il calcolo della compensazione. Resta da capire cosa possa accadere a quanti abbiano cambiato gestore dopo l’ aprile di due anni or sono. riproduzione riservata.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TELEFONIA
-
Tags: agcom, bollette, Carlo Rienzi, Consiglio di Stato, Fastweb, rimborsi, tlc, Vodafone, Wind-3
