6 Febbraio 2020

Bollette a ventotto giorni: d’ obbligo risarcire i clienti

l’ indennizzo spetta anche se non c’ è ricorso
Il Consiglio di Stato ha pubblicato ieri il testo della sentenza con cui rigetta i ricorsi delle compagnie telefoniche per le bollette a 28 giorni, confermando l’ obbligo di indennizzo in favore degli utenti e «accogliendo le tesi del Codacons, che era intervenuto in giudizio a tutela dei diritti dei consumatori». Lo rende noto l’ associazione dei consumatori. Nello specifico, si legge in una nota del Codacons, «la VI sezione del Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso promosso da Vodafone contro la sentenza del Tar Lazio che da un lato annullava la sanzione da 1,1 milioni di euro disposta a dicembre 2017 dall’ Agcom verso la società (per non essersi adeguata all’ obbligo di fatturazione mensile), ritenendo come si dovesse applicare il precedente sistema sanzionatorio, dall’ altro confermava però l’ obbligo di ristoro in favore degli utenti deciso dalla stessa Agcom». I giudici del Consiglio di Stato, nel rigettare punto per punto i motivi di ricorso di Vodafone, bacchettano le compagnie telefoniche definendo «eccentrica» e «sleale» la scelta di ricorrere alle fatturazioni a 28 giorni». Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori, spiega che «l’ indennizzo deve essere d’ ufficio. Finalmente, con la pubblicazione delle sentenze – aggiunge – le scuse delle compagnie telefoniche stanno a zero. Ora non potranno più chiedere al consumatore di presentare richiesta per avere indietro il maltolto. Gli indennizzi dovranno essere automatici, d’ ufficio, come specifica il Consiglio di Stato, e come abbiamo sempre sostenuto». Nella sentenza, così come riportata nel comunicato dell’ associazione, si legge che «l’ indennizzo non impone alcuna erogazione patrimoniale né in denaro, né in servizi, né in alcunché d’ altro che non sia, da un lato, il mero riallineamento (ovviamente, d’ ufficio) della cadenza mensile di fatturazione e, dall’ altro, il conseguente conguaglio (sempre d’ ufficio) per il disallineamento cagionato da una fatturazione a cadenza diversa». Ma non basta. «Le compagnie conclude Dona – dovranno restituire i giorni illegittimamente erosi. I giorni di rimborso che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018. Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi (eventualmente spalmati su più fatture)».

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