13 Luglio 2019

Bollette a 28 giorni, sì ai rimborsi

respinti i ricorsi di vodafone, wind -3 e fastweb per i giorni erosi ogni mese le associazioni dei consumatori: ora liquidare gli indennizzi fino a 50 euro
ROMA Sono stati respinti dal Consiglio di Stato i ricorsi presentati dalle compagnie telefoniche Vodafone, Wind -3 e Fastweb contro le decisioni del Tar relative alle bollette telefoniche a 28 giorni. La decisione, presa il 4 luglio in camera di consiglio, ha respinto l’ appello principale e quello in via incidentale ed è stata depositata ieri. L’ appello principale era delle compagnie telefoniche e riguardava le compensazioni dei giorni «erosi» mentre quello incidentale era stato proposto contro la decisione del Tar di dimezzare le multe decise dall’ Agcom. Le multe iniziali, che ammontavano a un milione e 60 mila euro, rimangono quindi ridotte a 580 mila euro. Nelle sentenze di ieri non figura ancora Tim, che aveva presentato ricorso successivamente e sulla quale non c’ è quindi un pronunciamento, anche se nelle diverse sentenze relative agli altri operatori, appare univoca la decisione di confermare la sentenza originale del Tar. Le compagnie telefoniche che hanno applicato i rimborsi a 28 giorni per effetto della decisione del Consiglio di Stato che ha respinto il loro appello dovranno ora restituire i «giorni illegittimamente erosi» dal giugno 2017, quando cambiarono le contabilità dei mesi. La sentenza del Tar, ieri confermata, prevedeva inizialmente la «restituzione» di questi giorni entro il 31 dicembre 2018, ma il ricorso delle compagnie aveva bloccato la procedura. Il meccanismo sarà quello della com pensazione con le fatturazioni future. E il Codacons quantifica una cifra tra i 30 ed i 50 euro ad utente come indennizzo per la pratica delle bollette a 28 giorni. «Si apre definitivamente la strada ai rimborsi diretti in favore degli utenti che – attraverso il meccanismo della compensazione dei giorni erosi con le fatturazioni future – dovrebbero ricevere un indennizzo quantificabile tra i 30 e i 50 euro ciascuno per le maggiori spese sostenute a causa dell’ illegittima pratica delle bollette a 28 giorni», afferma il presidente Carlo Rienzi. «Le compagnie telefoniche, come denunciato dal Codacons nei giorni scorsi, stanno giocando d’ anticipo offrendo ai propri clienti indennizzi sottoforma di minuti e traffico internet gratis, ma i consumatori devono prestare massima attenzione: tali offerte sono infatti a costo zero. Per Federconsumatori «è stato riconosciuto ciò che rivendichiamo e chiediamo da tempo: la restituzione dei giorni illegittimamente sottratti nelle bollette future». «Sin dall’ inizio di quella che è diventata una vera e propria odissea per gli utenti coinvolti abbiamo sottolineato la necessità di non subordinare le compensazioni all’ inoltro di richieste, moduli o ad altre procedure ed ora anche il Consiglio di Stato si è pronunciato in questa direzione, ribadendo che i rimborsi debbano appunto essere automatici, come peraltro già stabilito da Agcom. Le compagnie telefoniche hanno tentato in ogni modo di opporsi a tale automatismo ma ora non hanno più scampo e saranno costrette a restituire i giorni erosi». «Finalmente si chiude una brutta e vergognosa vicenda e viene riconosciuto il sacrosanto diritto dei consumatori di riavere quello che le compagnie telefoniche hanno indebitamente percepito violando le delibere dell’ Authority» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. «Ora le compagnie dovranno restituire i giorni illegittimamente erosi. I giorni di rimborso che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018. Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi (eventualmente spalmati su più fatture)».

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