13 Luglio 2019

Bollette a 28 giorni, scattano i rimborsi

il consiglio di stato in linea con il tar e l’ agcom: ha respinto il ricorso delle compagnie telefoniche adesso fastweb, wind tre, vodafone e telecom dovranno restituire i giorni “erosi” da giugno 2017
IL CASO ROMA Bollette a 28 giorni: scatta l’ ora dei rimborsi per le compagnie telefoniche. Il Consiglio di Stato mette la parola fine ad una vicenda che si trascinava da oltre due anni confermando la sentenza Agcom sull’ obbligo di indennizzare i consumatori dei giorni erosi con questo tipo di fatturazione. Tre le sentenze del giudice amministrativo contro Fastweb, Wind Tre e Vodafone Italia che si erano opposte alla decisione dell’ Autorità che imponeva alle società di provvedere, in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese, a stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati goduti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e quello di fatturazione mensile. I tre operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi, eventualmente spalmati su più fatture. IL RISARCIMENTO La questione riguarda circa 10 milioni di utenti che avranno diritto ad un indennizzo compreso tra 30 e 50 euro. Il risarcimento, spiegano fonti alle prese con il dossier, consisterà nella possibilità di usufruire di giorni gratuiti di traffico telefonico: la data di addebito del canone verrà spostato in avanti di una quantità di giorni equivalente a quelli sottratti nel periodo in cui gli operatori facevano pagare ogni 28 ogni anziché una volta al mese; ossia si tratta di 2-3 giorni da recuperare per ogni mensilità. Ma chi lo preferisce potrà accettare misure compensative come regali, bonus o giga in omaggio. «I consumatori», osserva il Codacons, «devono prestare massima attenzione: queste offerte sono infatti a costo zero per le società della telefonia e potrebbero non compensare il credito». Per chi è uscito dal contratto avvalendosi del meccanismo del recesso, invece, si apre la strada dell’ indennizzo monetario diretto, previo reclamo. MULTE DIMEZZATE Occorre ricordare che il ricorso l’ appello principale avanzato delle compagnie telefoniche riguardava, appunto, le compensazioni dei giorni erosi, ma se ne aggiungeva uno incidentale che era stato proposto contro la decisione del Tar di dimezzare le multe decise dall’ Agcom. Le multe iniziali, che ammontavano a un milione e 60 mila euro, rimangono quindi ridotte a 580 mila euro. Nelle sentenze, che risalgono al 4 luglio scorso, non figura ancora Tim, che aveva presentato ricorso successivamente e sulla quale non c’ è quindi un pronunciamento. Anche se nelle diverse sentenze di ieri relative agli altri operatori, appare univoca la decisione di confermare la sentenza originale del Tar. «Adesso commenta Paolo Fiorio, legale che ha assistito l’ associazione Movimento Consumatori davanti al Consiglio di Stato gli indennizzi devono essere automatici e immediati e devono prescindere dalle richieste degli utenti. Le compagnie telefoniche devono adempiere alla delibera dell’ Agcom, altrimenti chiederemo l’ ottemperanza delle sentenze». L’ illegittimità dell’ applicazione dei sistemi di rinnovo e fatturazione a 28 giorni, argomenta Fiorio, «riguarda peraltro anche coloro che hanno esercitato il recesso dai contratti successivamente al 23 giugno 2017». Le stime dei legali quantificano gli indennizzi in circa un miliardo di euro. Michele Di Branco © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox