13 Luglio 2021

Bollette a 28 giorni, il Tar “ribalta” la sentenza Antitrust: annullate le multe alle telco

Il Tar del Lazio accoglie il ricorso di Fastweb, Tim, Vodafone e WindTre contro la sanzione inflitta loro dall’Antitrust, che ammonta complessivamente a 228 milioni di euro. Il tribunale amministrativo regionale ha deciso di annullare la multa che gli operatori avevano ricevuto a gennaio 2020 dall’authority che vigila sulla concorrenza, a seguito di un primo provvedimento datato 20 aprile 2018 sulla pratica della fatturazione a 28 giorni.

La vicenda ha inizio nel 2015, quando Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb hanno decido di adottare le quattro settimane, e non più il mese, come riferimento per le fatturazioni mensili. A questa decisione seguì il pronunciamento di Agcom, che prese posizione a favore della fatturazione mensile. Gli operatori decisero di non adeguarsi e di chiamare in causa il Tar, e da qui vennero avviati i procedimenti sanzionatori, e l’istruttoria su una eventuale “intesa restrittiva della concorrenza” che ha portato agli esiti attuali.

Secondo il Tar ci sarebbe nella delibera impugnata in ultimo dagli operatori è presente “un primo profilo di illogicità e di evidente difetto di istruttoria”, con elementi che “deporrebbero per l’individuazione di una pratica scorretta ai sensi del codice del consumo” più che di una “pratica concordata” tra le teco.

Dura la reazione delle associazioni dei consumatori. Secondo Assoutenti la decisione del Tar sarebbe “scandalosa”. “Sulla vicenda delle bollette a 28 giorni per gli utenti italiani non c’è pace – afferma Furio Truzzi, presidente dell’associazione – Mentre milioni di italiani attendono ancora oggi di ricevere i rimborsi automatici disposti dall’Agcom per le illegittime bollette a 28 giorni, arriva una sentenza che pesa come un macigno sui diritti dei consumatori, perché cancella una sanzione sacrosanta che accertava i comportamenti anticoncorrenziali degli operatori telefonici”. “Con questa decisione il Tar fa un enorme regalo alle compagnie – conclude Assoutenti – che da un lato si sono arricchite grazie alle fatturazioni a 28 giorni, dall’altro eviteranno adesso di pagare una salata multa che solo in minima parte compensava il danno subito dai consumatori italiani”.

​Sulla stessa luinea anche la posizione di Codacons: “Il Tar del Lazio va in soccorso dei gestori telefonici e considera un ‘caso’ che tutti insieme abbiano attuato manovre per evitare le sanzioni dell’Antitrust. Al Consiglio di Stato le cose cambieranno – sottolinea l’associazione – ma soprattutto resta l’obbligo per le compagnie telefoniche di restituire 350 milioni di euro a 12 milioni di utenti, come disposto dall’Agcom, per l’illegale pratica delle bollette a 28 giorni”.

“Proprio in questi giorni in cui la riforma della giustizia è al centro del dibattito politico – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – arriva questa sentenza del Tar che dimostra che il problema non è la costituzione di parte civile delle associazioni, estromesse dai Tribunali con una decisione sconsiderata dalla Commissione Lattanzi, ma garantire ai cittadini la possibilità di far valere i propri diritti in aula. Perché poi ci troviamo di fronte a vicende scandalose come questa delle bollette a 28 giorni, dove l’Autorità accerta un’irregolarità, sanziona le compagnie scorrette e dopo anni di battaglia per ottenere i giusti e doverosi rimborsi per gli utenti che succede? Che oltre al danno arriva la beffa – conclude Giacomelli – perché il Tar pensa bene di tutelare le compagnie telefoniche. Una sentenza allucinante, che naturalmente non siamo intenzionati a subire passivamente, ma contrasteremo con forza per tutelare i consumatori, che non meritano questo ulteriore torto”.

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