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28 Luglio 2019

Bollette a 28 giorni: i rimborsi tardano

 

I rimborsi per le bollette a 28 giorni, che avrebbero dovuto essere immediati e automatici sulle bollette degli utenti, nei fatti tardano ad arrivare e le compagnie telefoniche stanno rendendo la procedura tortuosa e confusa a tutto danno dei consumatori. Lo afferma il Codacons, che annuncia un nuovo esposto ad Agcom e Antitrust contro le società delle TLC.
“Come noto la delibera dell’Autorità per le comunicazioni prevedeva una forma di ristoro automatica in bolletta attraverso la compensazione dei giorni ingiustamente erosi ai clienti per effetto delle fatturazioni a 28 giorni – spiega il Codacons -. La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato la validità di tale decisione rendendo immediatamente esecutivi gli indennizzi”.
Ad oggi, tuttavia, dei rimborsi automatici in bolletta non vi è ancora alcuna traccia. Le compagnie telefoniche stanno infatti procedendo in ordine sparso, pubblicando moduli nelle aree riservate dei propri siti web attraverso i quali i clienti possono chiedere gli indennizzi, nonostante questi debbano essere automatici e senza necessità di richiesta da parte del consumatore.
“Proseguono inoltre le proposte di rimborso alternative sottoforma di sconti, minuti di conversazione o traffico internet gratuiti. Una situazione che non solo genera confusione, ma rischia di privare gli utenti di un diritto loro riconosciuto, in quanto non tutti conoscono le modalità per accedere ai rimborsi che – lo ribadiamo – devono essere automatici in bolletta”.
Per tale motivo il Codacons ha deciso di presentare un nuovo esposto ad Agcom e Antitrust, chiedendo di aprire una indagine sul comportamento delle compagnie telefoniche e verificare il rispetto delle decisioni dell’Autorità e del Consiglio di Stato, elevando una nuova sanzione in caso di pratiche scorrette a danno dei consumatori.
L’associazione diffida inoltre l’Agcom ad emanare una apposita delibera in merito a quei clienti che hanno cambiato operatore prima della decisione definitiva del Consiglio di Stato, e che si ritrovano al momento in un limbo: costoro hanno infatti il diritto al rimborso per le bollette a 28 giorni, ma non avendo più rapporti contrattuali con l’operatore tenuto all’indennizzo non si conoscono le modalità pratiche di ristoro.

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