3 Agosto 2018

Bollette a 28 giorni, Codacons contro Tim e Wind Tre

Non c’ è pace per gli operatori tlc dopo la vicenda legata alle bollette a 28 giorni. La nuova puntata dello scontro tra consumatori e compagnie telefoniche riguarda un nuovo esposto presentato dal Codacons all’ Agcom. Nel documento, che MF-Milano Finanza ha potuto visionare, l’ associazione in sostanza chiede che il «ristoro del consumatore» tenga conto non solo del periodo tra l’ introduzione delle tariffe a 28 giorni e la loro fine (più o meno luglio 2017-marzo 2018) ma anche del periodo (tuttora in corso) nel quale le compagnie hanno modificato le loro tariffe. Insomma, il ristoro dovrebbe essere più ampio. Per il Codacons «la prima comunicazione (in cui Tim annunciava l’ aumento dell’ 8,6%) è priva di effetti a seguito del provvedimento cautelare di Antitrust e non può essere presa come riferimento per una successiva comunicazione di segno opposto». La compagnia telefonica invece, avendo inviato ai suoi clienti un messaggio che annunciava una riduzione dello 0,4% dei prezzi, per il Codacons ha in sostanza ammesso «di non avere mai sospeso la sua manovra e anzi di prenderla come riferimento per una successiva variazione della stessa». Una posizione che sembra aver trovato una sponda in alcuni parlamentari, in particolare i deputati della Lega Elena Maccanti e Massimiliano Capitani, e di Fd’ I, Carlo Fidanza e Mauro Rotelli, che nel recente question time alla Camera hanno presentato interrogazioni al Mise ritenendo «di assoluta urgenza che si intervenga al fine di disporre immediatamente la cessazione delle condotte di Tim e Wind Tre, l’ inflizione di un’ adeguata sanzione ai due operatori e il pieno ristoro dei consumatori», interrogazione cui il Mise ha risposto rifacendosi in toto alle posizioni Agcom, che è al lavoro sul tema. Dal canto suo, Tim ha preso atto «con stupore» delle affermazioni del Codacons che «non sono assolutamente condivisibili in quanto prive di alcun fondamento giuridico» e si mostra «estremamente preoccupata per la deriva che la tematica rischia di assumere». La società ha ricordato di aver sempre agito «nel pieno rispetto della normativa di riferimento e nel caso di specie si è limitata ad ottemperare a quanto ordinato dall’ autorità Antitrust». Ferma restando la consapevolezza della legittimità del proprio operato, Tim ha quindi confermato «la propria attenzione alle esigenze dei clienti e desidera proseguire nel dialogo con le associazioni dei consumatori, sempre improntato su principi di reciproca correttezza e lealtà». (riproduzione riservata)
manuel follis

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