25 Ottobre 2017

Bollette a 28 giorni, in manovra norma anti abusi. Calenda: varrà “pro futuro”

 

di Simona Rossitto Mettere fine alla fatturazione ogni 28 giorni da parte dei gestori di telefonia o delle televisioni a pagamento. Lo prevede l’emendamento al decreto legge fiscale collegato alla manovra depositato in commissione Bilancio al Senato dal Pd (primo firmatario Stefano Esposito). La modifica, che ricalca la proposta della deputata dem Alessia Morani alla Camera, comporterebbe il ritorno delle bollette su base mensile, con un risparmio per i consumatori che dovrebbe essere dell’8,6 per cento (considerato che l’aggravio in bolletta dovuto al modello di fatturazione a 28 giorni è stato stimato pari all’8,6%).

Calenda: Governo disponibile a cambiare
A confermare la volontà del Governo di intervenire sulla fatturazione a 28 giorni è stato di recente lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha parlato di misure che «saranno pro futuro e non per il pregresso». Intanto è arrivato alle ultime battute il procedimento sanzionatorio avviato sul tema dall’Agcom nei confronti degli operatori.

Cosa cambierà per i consumatori
Qualora l’emendamento presentato al decreto fiscale diventasse legge, i consumatori tornerebbero ad avere bollette su base mensile e non a 28 giorni. Considerato che da quando, negli ultimi anni (dal 2015-16), si è adottata la fatturazione a 28 giorni c’è stato un aumento dei prezzi dell’8,6% medio, di conseguenza, se tutti gli operatori tornassero alla fatturazione mensile, i consumatori dovrebbero beneficiare di un risparmio pari a questa percentuale.

Il nodo delle fatture pregresse
Il nodo da sciogliere riguarda soprattutto il pregresso. Secondo le parole del ministro Calenda la modifica avverrà «pro futuro», e quindi il pregresso non dovrebbe rientrare nella norma che vieta la fatturazione a 28 giorni. L’emendamento Esposito, che prevede sanzioni fino a 5 milioni di euro, contempla anche un indennizzo forfettario, non inferiore a 50 euro, per ogni utente che ha subito la fatturazione illegittima. In questo caso i consumatori potrebbero usufruire dunque di un forfait. Intanto hanno messo le mani avanti le associazioni dei consumatori che, pur lodando la posizione espressa dal Governo, chiedono che si vada oltre il divieto della pratica di fatturazione a 28 giorni. Secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, il ministero dello Sviluppo economico «deve correre ai ripari e con urgenza. Il danno subito dagli utenti a causa delle illegittime bollette a 28 giorni è enorme, pari a 1,19 miliardi di euro nel 2016 solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti sim. Ma vietare la pratica di fatturazione a 28 giorni, peraltro già dichiarata fuorilegge dall’Agcom, non basta: qualsiasi provvedimento legislativo del Governo in tal senso dovrà necessariamente tenere conto dei rimborsi spettanti agli utenti». Intanto l’Agcom, secondo i risultati di uno studio ancora in itinere, ha stimato che il maggiore fatturato per le compagnia che viene da Internet, fisso, sim in abbinamento con la fatturazione a 28 giorni sia arrivato alla cifra di un miliardo di euro.

Asstel disponibile al dialogo
Dal canto loro gli operatori difendono il modello di fatturazione a 28 giorni, finora non vietato ex lege, ma si dicono pronti a dialogare con il governo. Asstel, l’associazione di Confindustria che riunisce le società di tlc, ieri ha precisato «di aver chiesto, per conto di tutti gli operatori telefonici associati, di poter incontrare quanto prima tanto il ministro dello Sviluppo Calenda e i parlamentari promotori dei disegni di legge sul tema». L’associazione ha anche ribadito che «gli operatori telefonici che propongono un periodo di fatturazione a 28 giorni hanno adottato comportamenti legittimi in quanto la tariffazione è a tutti gli effetti una componente dell’offerta commerciale». Il problema della fatturazione a 28 giorni, peraltro, è uno dei temi discussi nel recente incontro tra il ministro Calenda e il nuovo amministratore delegato di Tim, Amos Genish all’insegna di un ritrovato dialogo tra il governo e la compagnia. Anche su questo fronte Genish si è detto disponibile a confrontarsi con il governo. Su questa scia Tim si è fatta promotrice di una trattativa all’interno di Asstel, aprendo la strada dunque all’ipotesi di ritorno alla fatturazione a 30 giorni.

La risposta dell’Agcom e il nodo sanzioni
Dopo la delibera di marzo scorso che ha sancito il principio della fatturazione a 28 giorni, in assenza di ottemperanza da parte delle società, l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni a settembre ha avviato con una delibera il procedimento sanzionatorio che è ancora in corso. A breve si aspetta l’esito del procedimento. Il Codice delle Comunicazioni elettroniche prevede la possibilità di imporre sanzioni da 580mila euro, l’ultima legge sulla concorrenza permetterebbe però di raddoppiare tale l’importo.

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