Bollette a 28 giorni, ispezioni GdF/ Ultime notizie: fatturazioni telefonia, sospetti su accordo tra operatori
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fonte:
- Ilsussidiario.net
Sono in corso in tutta Italia ispezioni a tappeto da parte della Guardia di Finanza, su richiesta dell’ Autorità garante per la concorrenza e il mercato, presso tutte le sedi dei principali operatori di telefonia, sia fissa che mobile. Come riporta Il Sole 24 ore, tali operazioni ispettive che avrebbero coinvolto anche l’ Assotelecomunicazioni, sarebbero volte a confermare o smentire i sospetti di possibili intese restrittive della concorrenza in riferimento alle fatturazioni mensili delle bollette. Nello specifico, l’ Antitrust potrebbe aprire un’ indagine sul caso delle bollette a 28 giorni per via delle ipotesi finora avanzate, secondo le quali potrebbe esserci una regia che andrebbe a coordinare le varie società in riferimento alla durata delle fatturazioni, andando quindi a violare i diritti dei consumatori. In seguito all’ iniziativa intrapresa dall’ Antitrust, Massimo Dona, presidente dell’ UNC (Unione Nazionale Consumatori), ha accolto con grande entusiasmo la notizia, commentando: “basta con i soprusi perpetuati dalle compagnie telefoniche”. Ad oggi sarebbero stati numerosi gli esposti presentati sulla spinosa questione delle bollette a 28 giorni e del conseguente aumento, da parte degli operatori di telefonia, delle proprie tariffe. “È ora, poi, che finalmente si rimborsino gli utenti e che le compagnie stornino quanto hanno indebitamente incassato a partire dal 23 giugno 2017”, ha chiosato Dona.FATTURAZIONI TELEFONIA, ESULTANO LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORIIl sospetto dell’ Antitrust, ad oggi, appare oltremodo concreto: come spiega BlitzQuotidiano, infatti, l’ ipotesi è che le compagnie telefoniche abbiano sottoscritto accordi sulla fatturazione delle bollette, che diventerà nuovamente mensile, e sugli aumenti delle tariffe in proporzione all’ aumento stesso del periodo considerato. Il ritorno alla fatturazione mensile era stato annunciato lo scorso 24 gennaio, sia da Tim che da Vodafone, i quali avevano anche avvertito di un aumento pari all’ 8,6% delle tariffe. Questo, anche secondo l’ ottica di Codacons, avrebbe rappresentato “un cartello tra società per ridurre la concorrenza a tutto danno dei clienti”. A denunciare il caso all’ Antitrust era stata anche l’ associazione Altroconsumo che aveva chiesto il blocco degli aumenti tariffari. Le ispezioni in atto hanno riguardato anche Fastweb e WindTre. Quest’ ultima, nella data dello scorso 24 ottobre a differenza degli altri operatori non aveva annunciato aumenti in vista pur lasciando intendere che si sarebbero verificati dal prossimo ottobre.© Riproduzione Riservata.
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