24 Ottobre 2017

Bollette a 28 giorni, compagnie telefoniche pronte a fare marcia indietro

 

ROMA – Continua a tenere banco la questione delle fatturazioni a 28 giorni delle compagnie telefoniche (a cui si è aggiunta anche Sky per la pay-tv). Dopo la dura presa di posizione del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sostenuto anche dalle associazioni dei consumatori nella sua battaglia contro la novità introdotta dai gestori, e il divieto imposto dall’Agcom, qualcosa bolle in pentola.

Le compagnie telefoniche sembrano infatti pronte a fare un passo indietro dopo l’incontro tra il numero uno di Tim, Amos Genish, e Calenda. Tim, in particolare, sarebbe disponibile a svolgere un ruolo di mediazione per convincere lealtre compagnie telefoniche a innestare la retromarcia.

Al Codacons, però, non basta la mossa di Tim per giungere ad una soluzione condivisa.

“Si tratta di una operazione che non convince i consumatori, tesa solo ad evitare provvedimenti normativi che potrebbero arrecare danni economici alle compagnie telefoniche – afferma il presidente Carlo Rienzi –. Il Codacons e gli utenti italiani non accetteranno alcun passo indietro sulle bollette a 28 giorni che non prevederà anche il rimborso ai consumatori delle maggiori somme pagate a causa dell’illegittima prassi sulle fatturazioni”.

“Nello specifico le società devono non solo ritornare alle bollette mensili, ma anche restituire agli utenti i soldi che questi hanno speso per effetto della fatturazione a 28 giorni, 1,19 miliardi di euro all’anno solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti Sim. In tal senso – avvisa Rienzi – siamo pronti ad una class action se gli operatori telefonici non accoglieranno a nostra richiesta”.

Intanto l’associazione ha inviato a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia un esposto in cui si chiede di indagare per truffa aggravata e appropriazione indebita in merito alle bollette a 28 giorni vietate dall’Agcom.

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