27 Giugno 2001

Bolletta energetica mai così alta

Bolletta energetica mai così alta

Marzano: “Via la carbon tax“. Tariffe, aggravio di 180mila lire
Il deficit ha raggiunto i 57mila miliardi: il più alto dall`85. L`Unione petrolifera chiede il riassetto del settore



ROMA – L`Italia corre verso una fattura energetica da 57.000 miliardi, la più alta dal 1985, una «bolletta» che quest`anno rischia di condizionare fortemente l`economia italiana. L`allarme è stato lanciato dall`Unione Petrolifera ed è stato subito raccolto dal ministro per le attività produttive Antonio Marzano. Oltre a confermare la proroga del bonus fiscale sulla benzina per altri 3 mesi, Marzano ha annunciato che la «carbon tax» sarà probabilmente abolita o quantomeno sostituita con strumenti più evoluti che non creino distorsioni di prezzi; già pronto, poi, il piano di riassetto della rete di distribuzione, che dovrebbe consentire risparmi sui costi e quindi sui prezzi dei carburanti. Nello stesso tempo il ministro si è detto favorevole all`apertura di un dialogo permanente con i paesi esportatori di petrolio, per combattere e prevenire crisi dei prezzi. Una proposta in tal senso è stata lanciata dall`Arabia Saudita, il maggiore produttore Opec di petrolio, e trova concordi i petrolieri italiani, primo fra tutti il «patron» dell`Api, Aldo Brachetti Peretti.

Intanto il Codacons avverte che gli aumenti tariffari che stanno per essere varati (telefono, Rcauto, farmaci, trasporti, benzina, bar) comporteranno per ogni famiglia un aggravio mensile di circa 180 mila lire.

Con quotazioni internazionali stabili intorno agli attuali 26 dollari al barile e con un dollaro a 2.200 lire nella media dell`anno – ha detto ieri il presidente dell`Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, nel corso dell`assemblea annuale dell`organizzazione imprenditoriale di settore – il 2001 potrebbe chiudersi con un esborso di 35.000 miliardi per il solo petrolio, di poco inferiore a quello del 2000. Sembrerebbe invece crescere di circa 2.000 miliardi il costo delle altre fonti energetiche (da 20 a 22 mila miliardi) per una fattura energetica oscillante intorno ai 57.000 miliardi. L`anno scorso la bolletta petrolifera è raddoppiata rispetto al 1999, passando da 18.000 a 36.000 miliardi, mentre quella energetica è passata da 30.000 a 56.000 miliardi. L`anno scorso il gettito fiscale ricavato dai prodotti petroliferi è passata da 63.000 a 64.150 miliardi. In questi ultimi mesi, ha rilevato De Vita, si registra un forte nervosismo del mercato petrolifero e all`origine ci sono due fenomeni: una coesione dei paesi Opec più forte e la crescente inadeguatezza delle strutture petrolifere di produzione, trasporto e trasformazione.
Per migliorare la situazione, ha detto De Vita, l`industria petrolifera è pronta a fare la sua parte, ristrutturando la rete di distribuzione dei carburanti, che attualmente pesa per 5060 lire sul loro prezzo. I petrolieri chiedono però la rimozione di disposizioni arcaiche e restrittive che immobilizzano il sistema distributivo, come i limiti ai turni e agli orari. De Vita ha anche detto che nei prossimi tre anni il setore è pronto a chiudere 3.000 impianti, ammodernando quelli che restano. Le parole del presidente dell`Unione Petrolifera sono state accolte con freddezza dai dsindacati del settore. La Fegica Cisl e la Figisc Anisa della Confcommercio sostengono che i petrolieri «sono incapaci di guardare avanti» e stanno compiendo passi indietro mostrando «tanta ingenerosità» per gli sforzi fatti dai gestori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this