19 Gennaio 2008

Bluff sui saldi

Bluff sui saldi
Maximulte ai commercianti, verbali da 1032 euro

Costa carissimo, ad alcuni commercianti di via Mercanti, corso Vittorio Emanuele e Pastena il mancato rispetto degli articoli 14 e 22 della legge 119/98, la normativa sul commercio regola le vendite nei periodi di saldi. La legge stabilisce che debbano essere ben visibili agli occhi del consumatore il prezzo pieno iniziale, la percentuale di sconto ed il prezzo finale. Proprio la mancanza di un anello di questa catena ha spinto i vigili urbani ad elevare i salatissimi verbali. Durante le verifiche ed i controlli predisposti dal comandante Eduardo Bruscaglin i sei agenti impegnati nel servizio annonario hanno riscontrato la mancanza del prezzo iniziale (in due casi) e del prezzo finale (nei restanti tre). I colpiti sono commercianti di abbigliamento al dettaglio. L`azione di controllo quotidiano sta quindi producendo i primi sensibili risultati nella lotta ai saldi-truffa. Le violazioni accertate confermano la tendenza all`aumento del fenomeno in città denunciata dal Codacons (+100%). Inclinazione che però durante la prima decade di gennaio non fu riscontrata dalle indagini della Polizia municipale (su 27 controlli da mercoledì 2 a martedì 8 non fu accertata alcuna violazione). A parlare apertamente di “radicamento del fenomeno dei falsi saldi“ è Giuseppe Sorrentino, presidente provinciale di Federconsumatori: “A Salerno il 40% dei negozi di fascia media – spiega – agisce in maniera scorretta nei confronti dei clienti. Le dieci persone del nostro gruppo di studio hanno riscontrato il particolare fenomeno della scomparsa dalle vetrine dei capi più pregiati e richiesti, sostituiti, in periodo di saldo, da altri di qualità meno nobile. L`obiettivo è duplice: disfarsi di articoli invenduti e salvaguardare le potenzialità attrattive di capi da riproporre successivamente a prezzo pieno“. Sorrentino attacca i vertici delle associazioni di categoria: “Quando lamentano cali nelle vendite del 20-30% implicitamente ammettono la diffusa presenza dei tanti fenomeni che minano l`essenziale ed insostituibile aspetto fiduciario nel rapporto tra negoziante e consumatore“. Poi la polemica colpisce poi i vigili: “Il numero dei loro controlli rappresenta una percentuale irrilevante se confrontata con la totalità degli esercizi commerciali della città. Inoltre i sistemi di rilevazione delle infrazioni adottati non sono adeguati alle dinamiche, sempre più raffinate, delle violazioni“. Di tutt`altro avviso Sabatino Senatore (Confcommercio): “Gli esercenti salernitani sono persone serie che vivono di clientela fidelizzata. La categoria non sarà certo compromessa dai comportamenti di una decina di negozianti disonesti. Che ben vengano i controlli dei vigili“. Anomalie fisiologiche anche per il direttore della Cidec Mario Arciuolo: “Non crediamo che i falsi saldi rappresentino un problema particolarmente avvertito a Salerno; non abbiamo registrato denunce né da parte della Polizia Municipale né dei consumatori. Naturalmente la Cidec tiene alta la guardia, tra gli associati, per evitare vendite di prodotti falsati nei prezzi (scontati e pieni) o con prezzi artatamente scontati. A Salerno non abbiamo registrato casi clamorosi: la gente si è fatta diffidente, preferisce fare acquisti ragionati nei negozi di fiducia che garantiscono un buon rapporto qualità-prezzo. Qualche problema lo abbiamo però avuto con i saldi anticipati: alcuni commercianti avevano scontato prima della data ufficiale del 2 gennaio“. Rispetto al gradimento dei saldi, un`indagine condotta dal centro studi Cidec mette in luce che, su 1000 commercianti intervistati, il 72% si è detto non d`accordo sull`anticipo.

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