Billè indagato: paga i legami con Ricucci
Usando fondi riservati della Confcommercio ha acquistato un palazzo da 60 milioni di euro
MILANO. Il presidente della Confcomercio, Sergio Billè, è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma con l`accusa di appropriazione indebita. I magistrati romani contestano a Billè l`irregolare utilizzo di fondi della Confcommercio per l`acquisto di un immobile di proprietà di Stefano Ricucci. Immediata la risposta di Billè, che ha confermato di aver ricevuto l`avviso di garanzia ed ha aggiunto di confidare nel fatto che le indagini dimostreranno la correttezza del suo operato. L`episodio, sul quale indaga la Guardia di Finanza, è venuto alla luce il 29 settembre. Lo stesso giorno in cui i magistrati di Milano, che indagano sulla scalata di Ricucci alla Rcs (Rizzoli-Corriere della sera), hanno interrogato Billè. I magistrati, nell`ambito delle inchieste sulla Banca Popolare di Lodi e su Antonveneta, volevano scoprire in che modo Ricucci si era procurato quella montagna di denaro che poi aveva investito in titoli Rcs (è arrivato a superare anche il 20% dell`intero pacchetto azionario). Ebbene, Billè aveva spiegato che la Confcommercio aveva stipulato con la Garlsson, una finanziaria di Ricucci, il preliminare d`acquisto di un immobile a Roma, in via Lima, da adibire a nuova sede dell`associazione e per la neonata Confimmobiliare. Per quel preliminare la Confcommercio ha versato “la consistente somma“ di 39 milioni di euro, prelevati dal cosiddetto “fondo del presidente“. E quella era solo la prima tranche di un pagamento da 60 milioni di euro. Ora gli inquirenti vogliono capire perchè furono anticipati quei soldi per un immobile la cui operazione di acquisto non è ancora stata perfezionata. Sulla questione va anche spiegato che Ricucci aveva comprato quel palazzo soltanto 52 giorni prima e l`aveva pagato 12 milioni di euro. Dunque, in neanche due mesi, l`ex odontotecnico di Zagarolo, nonchè marito di Anna Falchi, è riuscito a vendere il palazzo a una cifra di cinque volte superiore. Altro aspetto della vicenda è che la Garlsson non è prorio una società trasparente. Ha sede nelle Isole Vergini ed è stata utilizzata da Ricucci per rastrellare azioni Antonveneta e Rcs (era stata anche finanziata in modo poco ortodosso dalla Banca Popolare di Lodi). Comunque i 39 milioni di euro di “caparra“, poi, sono stati spesi per comprare azioni Rcs. Le azioni, subito dopo, sono state date in pegno alla Popolare di Lodi a fronte di altri finanziamenti ottenuti da Ricucci. Ora la matassa appare ingarbugliata perchè Ricucci, indagato in più inchieste, dovrebbe incassare gli altri 21 milioni da parte di Confcommercio (e mettere in tasca i 60 milioni pattuiti, per il palazzo che ha pagato 12 milioni), oppure la Confcommercio dovrebbe farsi restituire la caparra, nel frattempo “trasformata“ in azioni Rcs finite in pegno all`ex banca di Fiorani. I magistrati di Roma contestano a Billè di aver usato quel denaro “in modo non conforme al mandato conferitogli“. Insomma, vogliono vedere chiaro sulla gestione del “fondo del presidente“. La movimentazione del denaro è stata ricostruita e i magistrati avrebbero accertato una presunta “malgestione“. Insomma, il fondo che il presidente di Confcommercio ha ha disposizione, serve solo per spese di rappresentanza o può essere usato anche acquistare immobili? Pare che Billè abbia usato quel “fondo del presidente“ proprio per non dover passare, con quell`affare, all`esame del consiglio della confederazione che avrebbe potuto bloccare l`affare. Ieri la guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni, prima alla Confcommercio e poi negli studi di alcuni commercialisti. I legami fra Ricucci e Billè, d`altra parte, sono noti da tempo. “Billè è un amico, anzi un fratello, come Fiorani e Gnutti. E speriamo che in questa Italia non sia un reato avere degli amici veri“, ha detto Ricucci nel settembre scorso. Infatti Billè risulta fra i pochi invitati al matrimonio del finanziere a Porto Santo Stefano il 10 luglio scorso. In serata il presidente della Confcommercio Emilia-Romagna Pietro Blondi ha chiesto a Billè di autosospendersi. “La confederazione – dice – deve ripartire con nuove regole“. “Dopo l`avviso di garanzia a suo carico, Sergio Billè deve farsi da parte, se non altro per decenza“. Così Adusbef e Codacons.
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