10 Ottobre 2013

Biglietto timbrato male maxi multa al pendolare

Biglietto timbrato male maxi multa al pendolare

«È TUTTA COLPA DELLA MACCHINETTA SECONDO LE FERROVIE DA ROMA-SAN PIETRO DOVREI PAGARE ORA PIÙ DI 500 EURO» LADISPOLI Oblitera il biglietto alla stazione Roma-San Pietro, la macchinetta non timbra bene, il controllore non crede alla sua buonafede e gli eleva il verbale come se fosse sprovvisto di titolo di viaggio. Dopo poche settimane si vede arrivare a casa una multa da 508 euro. L’ incredibile episodio è accaduto a un quarantaduenne di Ladispoli, Carlo Comini, che ora rischia anche il pignoramento a casa se non ottempererà al pagamento della contravvenzione. E sulla assurda vicenda già rullano i tamburi di guerra delle associazioni del consumatori del litorale. IL RACCONTO «Lo scorso 8 giugno ? racconta il pendolare ? tornando dal lavoro salii sul treno delle 20.30 dopo aver timbrato il biglietto. Alla stazione di Maccarese è arrivato il controllore che mi ha contestato la validità del ticket, affermando che la data non si leggeva bene e dunque ero sprovvisto del titolo di viaggio. Nonostante le mie rimostranze mi ha fatto un verbale in cui non era specificata l’ entità della multa che, in base a quanto c’ è scritto sui cartelli all’ interno delle carrozze, doveva essere al massimo di 40 euro. Pochi giorni fa mi è arrivata a casa una raccomandata di Trenitalia con allegato bollettino postale di 508 euro, somma che comprende la multa, tasse, sovrattasse, diritti e spese amministrative. Se non pago entro 15 giorni la somma lieviterà a 524 euro. Dopo 60 giorni, c’ è scritto sempre nella lettera, in caso di mancata conciliazione mi manderanno l’ ingiunzione di pagamento e l’ ufficiale giudiziario a casa. Non si possono chiedere 508 euro a un pendolare che non ha colpe e che aveva pagato il biglietto regolarmente». La vicenda ha innescato reazioni a catena, la più dura è arrivata dal Codacons. “Una multa ? dice il coordinatore del litorale Angelo Bernabei ? che tra interessi, mora, diritti e tasse lievita fino a 508 euro è come se fosse una forma di usura legalizzata che condanniamo fermamente. Il Codacons chiederà all’ autorità giudiziaria di verificare come può una contravvenzione di 40 euro, peraltro discutibile, crescere in questo modo. Trenitalia pensi a garantire servizi efficienti ai pendolari e non a dissanguarli solo perché una obliteratrice non funziona alla perfezione”. Gianni Palmieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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