8 Settembre 2010

Benzinai sul piede di guerra: i gestori hanno annunciato tre giorni di chiusura

ROMA Benzinai sul piede di guerra: i gestori hanno annunciato tre giorni di chiusura degli impianti in segno di protesta contro il disegno di legge sulla concorrenza che introduce una nuova riforma del sistema di distribuzione dei carburanti. E così, il 15, 16 e 17 settembre Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcomercio chiamano a raccolta i propri iscritti. Oggi si terrà infatti una manifestazione. Successivamente, scatteranno i tre giorni di chiusura delle pompe. La protesta avviene alla vigilia dell’ incontro convocato dal sottosegretario allo Sviluppo, Saglia. E appaiono strettissimi i margini di soluzione dei nodi anche perché i benzinai sono ancora in attesa di una risposta alla richiesta di incontro rivolta a Palazzo Chigi. La chiusura coinvolgerà impianti di rete ordinaria, aree di servizio autostradali, raccordi e tangenziali cittadine. Il Ddl concorrenza, secondo le organizzazioni di categoria, è responsabile di azzerare circa 100 mila posti di lavoro nel settore. E ciò «senza che i consumatori ne tragano il minimo vantaggio, come dimostra l’ andamento dei prezzi dei carburanti. Lo Stato continua ad incassare i due terzi del prezzo al pubblico», sostiene la Figisc che attacca «petrolieri e retisti privati che continuano a guadagnare alle spalle dei consumatori mentre con i soldi pubblici si finanzia la distruzione della rete». Ma i consumatori non ci stanno e criticano fortemente «queste forme di protesta sbagliate che danneggiano unicamente i cittadini e prendono gli automobilisti come ostaggi», afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.
 

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