8 Settembre 2010

Benzinai all’attacco

Sciopero confermato. Oggi l’incontro al ministero

DA MILANO

N essuna tregua. Nessuna marcia indietro. I gestori degli impianti di rifornimento di carburante sono sul piede di guerra e confermano lo sciopero nazionale di tre giorni dal 15 al 17 settembre. La protesta, dicono le organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio, riguarda sia gli impianti di rete ordinaria, che le aree di servizio autostradali, raccordi e tangenziali. E oggi i rappresentanti delle strutture si riuniranno per una manifestazione nazionale unitaria convocata in mattinata a Roma, in Piazza Montecitorio, in vista dell’incontro del pomeriggio con il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia.
«Nessun tipo di confronto infatti hanno inteso riaprire né il ministero dello sviluppo economico, né l’industria petrolifera che, al contrario, insistono nell’assumere atteggiamenti ed iniziative volte a marginalizzare ed estromettere forzatamente dal mercato migliaia di piccole imprese nelle quali prestano la loro opera, al servizio della collettività, decine di migliaia di lavoratori », scrivono in una nota i sindacati. «Il tutto – aggiungono – senza che i consumatori ne traggano il minimo vantaggio, come dimostra l’andamento dei prezzi dei carburanti». Faib, Fegica e Figisc-Anisa hanno chiesto nei giorni scorsi «un intervento diretto della Presidenza del Consiglio e in particolare del sottosegretario Gianni Letta, a sottolineare la drammaticità dello stato della vertenza e la complessità dei temi sollevati ». «Nessuna risposta è però ancora giunta – ha detto Martino Landi, presidente di Faib –. La convocazione di Saglia è certamente un atto di attenzione verso la categoria e, ci auguriamo, anche verso le ragioni che sono alla base della nostra vertenza».
La posizione ferma dei gestori, non piace ai consumatori. «Fortemente critico » il Codacons. «Queste forme di protesta sono sbagliate, perché danneggiano unicamente i cittadini – afferma il presidente, Carlo Rienzi –. Indipendentemente dalle motivazioni dello sciopero, che possono anche risultare condivisibi– li, chiudere gli impianti e impedire per tre giorni di fare rifornimento equivale a prendere gli incolpevoli automobilisti come ostaggi, arrecando loro un evidente danno». «Ma il rischio è anche un altro – prosegue Rienzi –. Sono possibili infatti manovre speculative sui listini dei carburanti, poche ore prima della chiusura dei distributori e subito dopo la loro riapertura, con rialzi ingiustificati dei prezzi di benzina e gasolio, così da approfittare della necessità dei cittadini di fare il pieno alle autovetture». Il Codacons annuncia quindi «controlli su tutto il territorio, finalizzati a denunciare i gestori che cercheranno di fare i furbi sulla pelle dei consumatori, applicando rincari ingiustificati alla pompa». Prezzi che dopo i rialzi estivi, sono al momento fermi.
 

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