9 Gennaio 2008

Benzinai al Governo: “Pompe a rischio chiusura”

Benzinai al Governo: "Pompe a rischio chiusura" "Se non cambieranno le cose molti distributori di benzina rischiano di chiudere bottega". Questo il drammatico grido d’allarme lanciato dal presidente della Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali di carburante) aderente alla Confcommercio vicentina, Gastone Vicari, che chiede rapide misure da parte del Governo per cambiare lo stato delle cose. Alle accuse dei cittadini di aumenti ingiustificati ai distributori il presidente Gastone Vicari risponde con fermezza: "Siamo in balia delle compagnie petrolifere, che stabiliscono i prezzi in base ad accordi annuali o biennali, senza avere alcun margine di intervento sulla riduzione dei prezzi al pubblico del carburante". Una sola è la strategia che il consumatore può attuare per tagliare le spese: il fai da te. "La nostra attività assicura sempre minori profitti", sottolinea il presidente della Figisc vicentina, "e per di più dobbiamo far fronte a costi non indifferenti dovuti alle iniziative speciali ed ai concorsi a premio promossi dalle compagnie petrolifere. Senza considerare, poi, affitti, stipendi relativi al personale in servizio e tante altre spese fisse. Il futuro, quindi, si prospetta decisamente duro anche per noi". Resta un dato certo: dal 2003 ad oggi fare il pieno di benzina costa 15.7 euro in più (29\%), mentre per il gasolio l’incremento è stato di 20.9 euro (46\%).  Il presidente Gastone Vicari accoglie e rilancia al Governo la proposta del Codacons: il blocco delle accise e dell’Iva sul costo della benzina. "Tasse che incidono sensibilmente sul costo del carburante", conclude il presidente della Figisc berica, "e sulle quali il Governo dovrebbe intervenire al più presto. I clienti, dall’inizio dell’anno si accorgono degli aumenti applicati, ma non di meno i gestori degli impianti osservano una brusca diminuzione dei guadagni".

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