22 Febbraio 2008

Benzina senza freni: oltre quota 1,40

Benzina senza freni: oltre quota 1,40
Bruxelles cita l`Italia per la scarsa liberalizzazione

LA NUOVA FIAMMATA di aumenti dei carburanti non si arresta e ieri ha fatto registrare un nuovo picco, con la benzina che ha sfondato quota 1,40, a un soffio dal record storico. Quanto basta a riaccendere le paure dei consumatori, con organizzazioni che minacciano di scendere in piazza se non saranno messi in atto a breve interventi sul fisco. Bersani promette: lo faremo presto. E i tecnici del ministero, dopo aver visionato i dati europei sui prezzi dei carburanti, fanno sapere che la forbice tra Italia e Unione si è ridotta rispetto alla scorsa settimana.Ma questo non basta, rispondono le associazioni dei consumatori: il divario si sarà abbassato ? dicono ? ma resta ancora troppo alto. La spiegazione non basta nemmeno all`Ue, che mercoledì prossimo darà all`Italia un ultimatum per gli ostacoli ingiustificati nel mercato della distribuzione di carburante, a scapito dei consumatori e in violazione delle norme europee. Il 27 febbraio, infatti, la Commissione deciderà di deferire l`Italia alla Corte europea di giustizia ma concedendo una sospensiva di quattro mesi. In sostanza Bruxelles “prende la decisione formale del ricorso ma non vi dà subito seguito e applica la cosiddetta esecuzione differita di quattro mesi“, hanno spiegato fonti Ue. DI FATTO PERÒ, la constatazione che il delta tra prezzi della benzina in Italia rispetto alla media dei paesi dell`area euro è sceso da 3,9 centesimi di euro al litro a 2,6 (2,7 per il gasolio) ha l`effetto di tamponare i timori emersi sull`onda dei rialzi dei listini. Ieri mattina, prima della verifica ministeriale, il ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, lasciava aperta l`ipotesi di una convocazione dei petrolieri. Un`eventualità scongiurata nel pomeriggio di fronte ai dati. “Lo stacco a nostro sfavore rimane ? commenta Umberto Carpi, consigliere di Bersani per i temi energetici ? ma registriamo comunque un calo“. E l`Unione petrolifera registra che “i prezzi della benzina sono cresciuti in media di 1,2 centesimi al litro, contro i quasi 5 centesimi della Germania e i circa 3 della Francia“. Ma chi fa il pieno deve fare i conti coi rialzi, non coi differenziali. Tanto più che la domanda dei prodotti petroliferi è sostanzialmente rigida: non è influenzata più di tanto dalle dinamiche dei prezzi e non scende in maniera automatica e significativa all`aumentare dei listini. La verde è arrivata oggi a 1,401 euro al litro nei distributori Esso, in base ai prezzi consigliati ai gestori (1,409 il record storico a luglio 2006). In aumento anche il gasolio, a 1,324 negli impianti Erg e Esso e 1,323 in quelli Total. Associazioni di categoria e consumatori chiedono all`unisono un intervento sulla fiscalità per contenere i prezzi. “Il fisco sui carburanti rappresenta il 50-60% del prezzo finale, ma finora sul problema della riduzione delle accise o della sterilizzazione dell`Iva il governo traccheggia“, afferma Luca Squeri, presidente della Figisc, la sigla dei gestori aderente a Confcommercio. IL CODACONS non si accontenta di un taglio fiscale di 1-2 centesimi di euro al litro, annunciato ieri da Bersani. Ne chiede almeno 5, altrimenti, minaccia, “porteremo gli automobilisti in piazza“, bloccando le città come hanno fatto tassisti e autotrasportatori. Adusbef e Federconsumatori considerano il differenziale con l`Ue “ancora troppo alto“ e ricordano che nel 2007 lo Stato ha incamerato un surplus di 2 miliardi da Iva e accise sui carburanti. “Un tesoretto ? dicono ? che ora va restituito alle famiglie sotto forma di sgravi fiscali“. Bersani ha chiarito che un taglio delle accise non è in cantiere. Nessun bonus fiscale, quindi, ma l`applicazione dei provvedimenti previsti in Finanziaria che agiscono sulla fiscalità per recuperare gli incrementi di gettito Iva dovuti all`aumento dei prezzi industriali dei carburanti. Misure che “da febbraio produrranno una limatura dei prezzi“. I rincari dei carburanti si inseriscono in un quadro di forti tensioni per le quotazioni del petrolio: ieri, seppure in calo rispetto a mercoledì, le quotazioni del greggio sono rimaste vicino ai 99 dollari per chiudere a 98,24 dollari al barile a New York.

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