10 Novembre 2011

Benzina, la stangata delle accise. Gasolio record

Benzina, la stangata delle accise. Gasolio record

 Prima gli strascichi della guerra in Libia. Poi l’ aumento dell’ Iva, a settembre, a cui è seguito nei giorni scorsi un altro ritocco delle accise, il quarto in soli sette mesi, per finanziare gli interventi nelle aree alluvionate. Spinte molteplici per un’ ascesa senza sosta del prezzo della benzina. Ieri l’ ultima stangata, con il record del diesel. 1,561 euro per un litro di carburante. E anche altri aumenti della benzina si abbattono sugli automobilisti. Ma non è finita qui. Il maxi-emendamento alla legge di stabilità prevede un aumento di 1 millesimo al litro per la verde e per il gasolio dal prossimo anno e di un ulteriore mezzo millesimo dal 2013. La misura servirà a rendere strutturale il bonus fiscale garantito ai gestori dei distributori. Eppure, per Adoc, Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori gli aumenti di ieri sono solo «speculazioni» nel giorno dello sciopero dei gestori. Il petrolio infatti scende (a New York va sotto i 95 dollari al barile, a Londra diminuisce ancora di più, va giù di 2 dollari). Intanto, è guerra di cifre sulle adesioni alla protesta, revocata dai gestori della Confcommercio dopo le assicurazioni sul bonus fiscale. Le compagnie petrolifere parlano di una media nazionale del 10-15%, con una partecipazione anche inferiore al Sud (di circa il 10%). Per Faib e Fegica, invece, ben l’ 88% degli impianti sarebbe rimasto chiuso. Le cifre delle federazioni di Confesercenti e Cisl vanno però interpretate. «In realtà, non si deve far riferimento al totale degli impianti sul territorio nazionale», spiega Martino Landi, presidente della Faib. «Oggi ai distributori no logo e agli impianti gestiti dalle compagnie petrolifere, fa capo il 30% del totale della distribuzione. C’ è poi un 12% di gestori precettati per legge dalle prefetture. Resta, quindi, circa il 60%. Ed è su questa cifra che va calcolato l’ 88%». Nello Stivale adesioni a macchia di leopardo, quindi. Punte del 35% si sono registrate ad esempio, a Firenze. E «in Campania – spiega il segretario regionale di Campania e Molise della Fegica, Salvatore Palma – va considerato che nell’ ultimo anno c’ è stato un vero exploit delle pompe bianche realizzate da privati. Sono state ben 108 e molte sono concentrate in alcune aree. Perciò si può avere un’ impressione falsata della nostra partecipazione alla protesta». Di parere diverso la Figisc. L’ associazione della Confcommercio sostiene che vi sono state percentuali minime di adesione (al massimo il 25% a Roma) nel primo giorno della serrata che termina domani mattina. E spiega: «La stragrande maggioranza dei gestori ha compreso l’ importante passo in avanti fatto per risolvere la questione che era al centro della vertenza aperta sul bonus fiscale». Intanto però, i prezzi salgono. Esso e Ip hanno messo ieri mano ai listini. La prima ha aumentato verde e diesel di 0,2 centesimi al litro. La benzina sale così a 1,628 euro e il gasolio a 1,550 euro. Ip invece ha cambiato solo il prezzo del gasolio, ma in misura più consistente. L’ aumento è di 1,5 centesimi e porta il prezzo a 1,561 euro al litro, appunto, il massimo di sempre. In media il prezzo della benzina dei vari marchi si attesta così a 1,628 euro al litro e quello del gasolio a 1,547 euro al litro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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