2 Marzo 2011

Benzina e cibo, l’ inflazione fa paura

Balzo al 2,4%. Si teme l’ effetto-Libia. Aumenti da 1.200 euro a famiglia

  DA ROMA  Con il petrolio sempre più caro, i tizzoni dell’ inflazione tornano a bruciare rapidamente. Dopo il balzo dello 0,3 per cento a gennaio, l’ Istat ne annuncia ora un altro identico a febbraio, che porta al 2,4% il ritmo di crescita del costo della vita nel nostro Paese, il livello maggiore dal novembre del 2008. Ma non sono soltanto i prodotti energetici a infiammare il carovita, si impennano anche i prezzi di molti altri prodotti tra cui diversi generi alimentari. Anche perché, ricorda Coldiretti, «in Italia l’ 86% dei trasporti commerciali avviene su gomma», con largo dispendio di carburante dal costo ormai alle stelle. Insomma, la crisi economica arginata, anche se non ancora debellata, dovrebbe contribuire a tenere bassa l’ inflazione: ma allora, sottolineano in una nota Federconsumatori e Adusbef, «come è possibile che, mentre i consumi sono in continua contrazione (del -6,5% negli ultimi 3 anni), i prezzi aumentino a questi livelli?». Si tratta probabilmente anche di speculazione, come fanno intendere le associazioni dei consumatori, ma se si osserva l’ indice al netto dell’ energia si scopre che la corsa dei prezzi è comunque meno rapida. Infatti nell’ ultimo anno la crescita dell’ inflazione, ricorda la Confesercenti, «si sarebbe attestata ad un più tranquillizzante 1,8%» in assenza della «forte dinamica dei beni energetici». Ma siccome la dinamica c’ è stata, non manca chi già stima effetti-stangata devastanti sulle famiglie: secondo il Casper (sigla di un comitato anti speculazioni che riunisce Adoc, Codacons, Movimento difesa e Unione nazionale dei consumatori), nel 2011 l’ aggravio di spesa già maturato per un nucleo medio è di 915 euro l’ anno, ma si andrà i 1.200 tenendo conto dell’ ‘ effetto Libia’ . Dunque le difficoltà maggiori sono dovute all’ oro nero, ed è un problema comune a quasi tutti i paesi europei, dove infatti il costo della vita corre anche più che da noi. L’ indice armonizzato, quello utile per fare i confronti tra partner comunitari, in Italia sempre a febbraio ha registrato un aumento del 2,1%, mentre nell’ Eurozona è giunto al 2,4%. Spiega perciò l’ Ufficio studi di Confcommercio che da noi l’ indice «sembra assorbire relativamente bene gli impulsi provenienti dall’ esterno». Se poi si dà un’ occhiata alla serie storica, si nota che è da luglio del 2009, quando i prezzi hanno fatto rilevare una crescita nulla su base annua, che il costo della vita ha avviato una lenta ma inarrestabile ripresa, dovuta quasi sempre alla bolletta energetica, che peraltro con la crisi nell’ area del Maghreb e soprattutto in Libia rischia di farsi sempre più salata, frenando quindi la forza della ripresa economica. Tra i capitoli che rispetto al mese precedente sono aumentati maggiormente, tornando all’ indagine Istat, vanno citati i Trasporti con +0,8% e l’ Abitazione, acqua, elettricità e combustibili con +0,5% (i due capitoli sono primi anche per gli aumenti annui rispettivamente con +5,3% e +4,3%). Ma salgono molto, sempre su base mensile, i Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%), le Spese per la salute (+0,3%) e i Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,2%), mentre calano i prezzi dell’ Istruzione (-0,1%). Nel dettaglio, i prezzi dei beni energetici hanno registrato un incremento mensile dello 0,7% che spinge il tasso annuo al +9,8%, valori dovuti esclusivamente agli aumenti dei carburanti con la benzina a +0,8% su mese e +11,8% su anno e il gasolio per autotrazione a +1,1% e +18%. Chiaramente il costo dell’ energia spinge un po’ tutti i servizi del trasporto: da quello ferroviario con +1,8% mensile e +4% annuo, a quello aereo con +3,3% e -7,8% e a quello navale con +7% e +26,2%.
 

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