29 Maggio 2011

BATTERIO KILLER: CODACONS, BLOCCARE IMPORT CETRIOLI DALL’ EUROPA

BATTERIO KILLER: CODACONS, BLOCCARE IMPORT CETRIOLI DALL’ EUROPA
 

(AGI) – Roma, 29 mag. – "Misure urgenti" per bloccare le importazioni di cetrioli da tutta l’ Europa, dopo l’ allarme per la diffusione del batterio-killer che ha causato centinaia di infezioni e almeno dieci morti in Germania. "Il ministero della Salute e gli altri organi competenti – sottolinea il presidente Codacons, Carlo Rienzi – devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e cetriolini provenienti da tutta Europa". Occorre "effettuare controlli stringenti su tutta l’ ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall’ Olanda. Queste misure sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese". Il Codacons invita i cittadini "a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura". "La Germania e’ il primo mercato di sbocco delle esportazioni italiane di verdure e legumi freschi per un valore di 460 milioni nel 2010 messo a rischio ingiustamente dal panico indiscriminato che si e’ diffuso tra i cittadini tedeschi, che per il 58 per cento secondo un sondaggio non consumano piu’ alcun tipo di verdure fresche". E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che sottolinea i gravi effetti economici dell’ epidemia del batterio E.coli provocata dal consumo di cetrioli contaminati provenienti dalla Spagna e Olanda che rischiano di danneggiare ingiustamente il Made in Italy all’ estero. "L’ emergenza – sottolinea la Coldiretti – si e’ rapidamente diffusa in tutta Europa dove si sta diffondendo una psicosi nei consumi dell’ ortofrutta che nel 2010 e’ diventata il prodotto agroalimentare piu’ esportato dall’ Italia all’ estero per un valore complessivo di 4,1 miliardi di euro, superiore a quello del vino. Le autorita’ europee – continua la Coldiretti – devono fare al piu’ presto chiarezza per evitare che si verifichino pesanti effetti sui mercati. Occorre – conclude la Coldiretti – una adeguata campagna di informazione sull’ obbligatorita’ di indicare in etichetta la provenienza della frutta e verdura in vendita e sulla sicurezza del Made in Italy". .

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