22 Ottobre 2011

Aziende e negozi danneggiati “Il Comune ora deve risarcire”

Aziende e negozi danneggiati "Il Comune ora deve risarcire"
 

Dopo il nubifragio, con un morto e una città andata in "cortocircuito" la conta dei danni. Ingentissimi. «Novemila euro ad impresa», stima la Cna di Roma. Una media fatta dopo aver contattato gli associati con scambio di e-mail e fotografie che raccontano lo sfascio di negozi, magazzini, autorimesse e botteghe riempite da una sorta di torrente in piena come il magazzino di materiali edili in via Narni, sulla Tuscolana dove trapani, betoniere elettriche e generatori sono stati sommersi da un metro e 80 d´acqua. «Sessanta mila euro persi – raccontano dalla confederazione degli artigiani – Chi pagherà?». Bella domanda. Perché se non verrà riconosciuto lo stato di calamità, come richiesto dal sindaco Alemanno che ha definito l´accaduto «imprevedibile al pari di un terremoto» il risarcimento dei singoli dovrà rivalersi sul Campidoglio. Se è vero che i tombini erano otturati da detriti, foglie secche e sporcizia. Così oggi il Codacons, l´associazione dei consumatori, sul suo sito dedicherà una pagina a tutti coloro vogliano rivalersi sul Comune. «Sarà una mega azione di risarcimento – spiega l´avvocato Ramadori, uno dei 4 presidenti del Codacons – Perché chiare sono le responsabilità del Campidoglio. Il disastro era prevedibile ed è dipeso dalla cattiva manutenzione della città. Per questo spingiamo la gente ad agire. Un pool di avvocati sarà gratuitamente a disposizione di chiunque voglia intentare causa. C´è stato un morto e la perdita economica è enorme». Enorme, già. Tanti i negozi allagati e i magazzini che di solito si trovano, pieni di merce, nei piani sottostanti ai locali. Ma sicuramente a farne le spese maggiori sono stati i garage e le autorimesse con le auto trasformate in piscine. Claudio Borzi presidente dell´Ascom, l´associazione automotocicli che fa capo alla Confcommercio, ha le mani nei capelli. «Tante le aziende colpite – racconta – Non tutte, certo, ma i danni sono consistenti specie nelle zone a valle come Prati e Flaminio. Se non verrà dato lo stato di calamità, per il Campidoglio saranno guai. E le cause di risarcimento saranno lunghe: bisognerà prima dimostrare che le autorimesse avevano le pompe di aspirazione funzionanti. Ma non c´è aspirazione che tenga quando i tombini sono otturati. Del resto, io sto molto in strada, e non ho mai visto nessuno pulire le caditoie… E si sa che dopo l´estate c´è sempre almeno una giornata di pioggia battente». E violente "piovono" anche le polemiche. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi in Regione si dice pronto per l´esposto in Procura per "disastro colposo". «Appaiono chiare – spiega – anche alla luce della lettura del dispaccio della Protezione civile diffuso qualche giorno fa e colpevolmente ignorato, quali siano le responsabilità del Comune». Mentre Giovanni Barbera, presidente del consiglio del XVII municipio, dice che «bisognerebbe chiedere direttamente ad Alemanno e alla maggioranza di Centrodestra di rispondere dei danni direttamente con i loro patrimoni. «Visto che si vuol chiedere – spiega – una fidejussione agli organizzatori di manifestazioni».
 
 

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