19 Febbraio 2006

“Autodialer“: rivolta contro Telecom

“Autodialer“: rivolta contro Telecom
Connessioni internet indesiderate, i clienti si autoriducono le bollette



ROVERETO. Modernità è anche connettersi a internet pensando di spendere al massimo qualche euro di tariffa urbana e ricevere una bolletta da 500 euro motivata da “servizi speciali a pagamento“ che nessuno ha mai richiesto. Ci pensa il computer a fare tutto, grazie a un “auto-dialer“ installato abusivamente da qualche furbone della rete. Ma alcune decine di clienti Telecom roveretani, appoggiandosi al Codacons, si autoridurranno la bolletta, escludendo i servizi non richiesti. Va detto che i circa cinquanta truffati non sono dei provetti “surfers“ della rete. Si tratta di famiglie e attività commerciali che in internet ci navigano di rado e per necessità, utilizzando il vecchio “doppino“ telefonico. Proprio qui sta l`inghippo: la lentezza delle linee permette l`intrusione di astuti speculatori che riescono a impostare sul computer dell`utente un “autodialer“, cioè un software inserito nel sistema operativo del pc che connette automaticamente l`utente a numeri diversi da quelli del server abituale (si chiamano “servizi speciali a pagamento“, tipo 799, 899 e similia. Si dice rendano soldi a palate ai privati che ci hanno creduto). La differenza si sente sulla bolletta, perchè pochi secondi di connessione costano 15 euro, centesimo più centesimo meno, mentre l`utente, convinto di pagare la ben più conveniente tariffa urbana, se la prende comoda. Il conto lo manda Telecom: da bollette normali (sui 60-100 euro) si passa a cifre cinque o sei volte più elevate. Il fenomeno, bisogna pur dirlo, è in calo. L`introduzione delle più veolci linee Adsl limita di molto la possibilità che un “autodialer“ si installi nella memoria del computer. Gli utenti mazziati si sono rivolti al Codacons, scoprendo che Telecom, per legge, non può esigere pagamenti sulla bolletta per conto di terzi per connessioni non volute o, tantomeno, illecite. Servirebbero appositi bollettini prepagati che il “dialer“ (magari residente alle Cayman) si guarda bene dall`inviare. L`Authority per le telecomunicazioni specifica come il gestore che fatturi un tale servizio debba assicurarsi che l`utente sia sempre informato delle condizioni d`utilizzo di internet. Nei casi citati, tale informazione è in grave difetto e anche la validità di un accordo commerciale non firmato è discutibile. I più tenaci reagiscono autoriducendosi la bolletta, pagando solo i servizi effettivamente richiesti. In merito, la sentenza di un giudice di pace di Bari ha già condannato Telecom al rimborso delle bollette, oltre alle spese legali. A fronte di una frode patente ci si aspetterebbero fiumi di proteste e plichi di bollette autoridotte. Nient`affatto. Piuttosto che incaricare un avvocato o alzare la voce per far rispettare i propri diritti (nel caso peggiore, si avvia una causa civile sicuri di vincerla), l`utente medio preferisce pagare in silenzio e far ripulire il pc da un esperto informatico, nella speranza che l`inconveniente non si ripresenti. Chi non molla, come al solito, è una minoranza.

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