8 Gennaio 2002

Arrotondano anche i vu? cumprà

Un monitoraggio che non ha risparmiato neppure il sesso a pagamento, gli oboli in chiesa e i vu? cumprà. Che nel passaggio dalla lira all?euro sarebbero rincarati rispettivamente del 16,2%, del 16% (con punte massime fino al 29%) e del 17%. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno disegnato ieri la mappa degli aumenti da moneta unica che, a loro dire, influiranno sui bilanci 2002 di ogni famiglia italiana per un milione 80 mila lire, con un esborso totale di circa 12 miliardi di euro e un effetto sull?inflazione tra lo 0,4% e lo 0,7%.

Il tutto, appunto con un monitoraggio decisamente a tappeto. E i vu? cumprà sono finiti nel mirino per i cd pirata rincarati da 10 mila lire a 6 euro (11.617 lire). Ma nel mirino ci sono anche i notai (tariffe in rialzo fino al 40%), caffè e cornetto (+25%), il ?gratta e vinci? (+45,2%) e la giocata minima del lotto addirittura raddoppiata.
Insomma, un vastissimo campionario di rincari quello evidenziato dal monitoraggio. Con lo Stato a fare la parte del leone e «a dare il cattivo esempio», come più volte rimproverato dalle stesse associazioni. Di qui due precise richieste al governo: risarcire ciascuna famiglia italiana con un bonus di 51,6 euro (100 mila lire) per la raffica di rincari e intervenire con un decreto legge che «sanzioni pesantemente tutti quei negozi che hanno approfittato della nuova moneta per effettuare arrotondamenti selvaggi al rialzo».
Dalle richieste al governo alle prime tre denunce ai Giudici di pace per «casi che gridano vendetta»: un bar di Ladispoli in cui il cappuccino è salito da 1.600 lire a un euro (+25%); un ponte mobile di Ravenna il cui attraversamento è passato da mille lire a 0,70 euro (1.355 lire); l?autostrada Napoli-Salerno che aumenta il pedaggio di oltre il 7,5%. Altri ricorsi sono annunciati contro il caro-tariffe dei notai, la Tangenziale di Napoli e sulla base delle oltre 1.500 proteste e segnalazioni fin qui giunte.
Nessun ricorso, ma pesanti accuse nei confronti della catena di sale cinematografiche Warner Village (non opera, al momento, in Campania, potrebbe arrivare con la ristrutturazione dell?ex Metropolitan di Napoli). Per le quattro associazioni ha portato il biglietto fino a 7,50 euro (14.552 lire), approfittando sia di un aumento in dicembre, sia dell?arrotondamento all?arrivo della moneta unica. Warner respinge, però, le accuse: i rincari non sono da euro, ma già decisi a settembre per scattare il 7 dicembre. E da questa data non c?è stato nessun ulteriore arrotondamento in eccesso.
Infine, i premi a rovescio. Adoc, Audsbef, Codacons e Federconsumatori hanno assegnato ieri un euro-pinocchio d?oro e due euro-gatto ed euro-volpe d?argento: il premio maggiore è andato al ministro alle Attività produttive Antonio Marzano, per aver saputo «con decisione e grande sicurezza rassicurare i consumatori, promettendo aumenti normali e non determinati dagli arrotondamenti da euro». Mentre i due trofei di consolazione sono andati a Sergio Billè (Confcommercio) e Marco Venturi (Confesercenti), «per aver saputo con ancora maggiore spudoratezza giurare che nessun commerciante avrebbe arrotondato i prezzi a causa dell?euro e che la loro ?moral suasion? sarebbe bastata a garantire i cittadini da abusi ed euro-stangate».

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