Arretrati tassa pubblicità: negozianti al Codacons
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fonte:
- Il Centro
di Paola Toro FRANCAVILLA L’ imposta sulla pubblicità arriva in un momento di tale sofferenza per il commercio, che la categoria comincia a solidarizzare per far sentire la propria voce in maniera più compatta. Diverse centinaia di euro richieste dalla Risco per il pagamento di insegne e vetrofanie delle attività commerciali, e come se non bastasse a Francavilla gli importi sono maggiorati della sanzione prevista per le annualità precedenti di imposte mai riscosse. Dopo lo sconcerto di Confcommercio, anche l’ associazione Francavilla centrale prende provvedimenti. «Noi l’ imposta sulla pubblicità vogliamo pagarla», premette il presidente Maurizio Rapino, che è anche dirigente regionale di Confesercenti, «ma vorremmo che fosse fatto un conteggio corretto e senza alcuna contestazione. Per questo motivo, i negozianti che appartengono all’ associazione stanno preparando un ricorso collettivo». Per farlo, l’ organizzazione si è rivolta ai professionisti dell’ associazione in difesa del consumatore Codacons. «Il Codacons», chiarisce Rapino, «ci sosterrà in questa e in altre battaglie future. Lo sappiamo che le tasse vanno pagate, ma contestiamo la sanzione per gli ultimi tre anni nei quali l’ imposta non è stata riscossa». Francavilla centrale ha preso in carico poco più di venti pratiche di esercenti ai quali è stata richiesta dal Comune la somma variabile di alcune centinaia di euro, a seconda delle caratteristiche delle affissioni. «Ma so che ci sono colleghi ai quali è stato richiesto di versare molto di più», prosegue Rapino, «questo non è un bel segnale, anche dal punto di vista psicologico, per la categoria. Chi la sostiene nel momento in cui è messa in ginocchio dalla crisi?». Sul pagamento, l’ amministrazione Luciani è stata chiara nel ribadire che «il pagamento dell’ imposta sulla pubblicità, prevista da una legge in vigore da vent’ anni, non è mai stato abolito. Tant’ è che più di 200 esercizi commerciali la pagano normalmente da sempre. É prevista l’ esenzione dal pagamento dell’ imposta per le insegne fino a 5 metri quadrati di superficie che contengono esclusivamente la denominazione dell’ attività. Al contrario, se all’ interno dell’ insegna pubblicitaria sono riportati anche altri marchi, oltre ovviamente alla semplice denominazione dell’ attività, l’ imposta è dovuta anche per quelle insegne che non superano i cinque metri quadrati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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