22 Febbraio 2010

Ariston, vince il piccolo schermo Boom ascolti e volti noti della tv

Chiusa la 60ª edizione del Festival di Sanremo, alla conferenza stampa finale dello staff organizzativo si sono fatti gli ultimi bilanci e si sono affrontate le ultime discussioni. Il Festival della canzone italiana ha spaccato in due il Paese: da una parte il popolo della canzone e dall’ altra quello della tv. Dopo due prime serate tranquille, da giovedì in poi è successo un po’ di tutto, arrivando a forme di protesta anche clamorose. Di fronte alla classifica finale restano forti dubbi sulla regolarità del televoto e una grande certezza: il Festival di Sanremo è ormai in ostaggio dei talent show. Dal fronte auditel esce vincente Antonella Clerici, che ha rilasciato una breve dichiarazione prima di correre a festeggiare il compleanno della figlia: «Ieri sera (sabato sera, ndr) mi sono divertita molto perché, anche se avrei preferito altri verdetti, ho visto un tifo acceso e animate discussioni. Anche la rivolta degli orchestrali alla fine ha rappresentato un grande momento di show; l’ ho condivisa e mi è piaciuta. Gli ascolti sono andati bene e non ho sforato troppo negli orari. Qualcosa nella mia vita è cambiato e porterò sempre nel cuore il ricordo del 60° Festival perché mi sarebbe stato difficile sognare un’ esperienza più bella». Anche la puntata finale è effettivamente andata molto bene: 12 milioni 462 mila telespettatori (per uno share del 53.21%) con un picco di ascolto di 15 milioni 195 mila alle 22,13 e un picco di share del 77,34% alle 24,48. Questi sono gli unici dati che la Rai prende in considerazione; di tutto il resto alla tv di Stato non interessa nulla e, a fronte di qualsiasi osservazione, critica o richiesta di chiarimenti, il capostruttura Antonio Azzalini erge un muro: è andato tutto bene, il voto è trasparente e costantemente sotto controllo, chi mostra dubbi o perplessità sbaglia. Una collega fa presente che, a più di un quarto d’ ora dalla chiusura del televoto, il suo sms non è stato accettato e mostra un messaggio sul suo cellulare che dice: «Le votazioni sono chiuse e il suo voto non è stato accettato». Azzalini, granitico, nega anche di fronte all’ evidenza come ha fatto per tutta la settimana («il sistema ha sempre funzionato; questo potrebbe succedere perché con il variare dell’ orario variano i flussi»), mentre Nando Pagnoncelli della Ipsos scarica il barile: «Noi non eravamo coinvolti nella gestione tecnica del televoto, ma abbiamo assistito alle operazioni perché chiamati a comporre la graduatoria finale. La Telecom non ci ha segnalato nulla di anomalo». Di fatto restano grosse ombre sulla legittimità del televoto e sulla sua trasparenza, tanto che il Codacons è intervenuto insieme all’ Associazione utenti radiotelevisivi, rivolgendosi già alla Guardia di Finanza e al Garante per le comunicazioni Calabrò per chiedere il sequestro di tutti i televoti e l’ accertamento della loro provenienza. A non convincere è l’ affidamento della gestione dei televoti a call center di aziende private, ma a rendere poco credibile tale sistema di votazione sono anche altri aspetti. In primis l’ influenza determinante del pubblico dei talent show televisivi, ma anche la differenziazione fra pubblici di differenti zone geografiche: l’ aspetto campanilista è infatti molto più marcato nella provincia che nelle grandi città e questo influenza le votazioni di un artista proveniente da una delle diverse zone. Naturalmente la discussione ha invaso i social network e proprio la clamorosa reazione degli orchestrali, che dopo l’ esclusione di Malika Ayane hanno stracciato le partiture con un gesto stigmatizzato dai vertici Rai, ha portato alla creazione di un gruppo su Facebook denominato «Orchestra della Rai in rivolta a Sanremo 2010». Se la vera gara si apre ora nella classifiche di vendita, i dubbi sulla trasparenza del televoto pesano come un macigno e che il Festival sia al servizio dei reality è ormai evidente (e la presenza in Rai di Costanzo alimenta ulteriori polemiche), dopo la vittoria di Marco Carta dell’ anno scorso e i primi tre piazzamenti di quest’ anno. Televisivi la star di Amici Valerio Scanu, spinto dal duetto con Alessandra Amoroso, che lo lasciò al talent show al post d’ onore e così in un certo modo si è sdebitata (tra l’ altro, stasera l’ ascolteremo al Creberg Teatro, ore 21, tutto esaurito): il trio con il tenore Canonici, l’ oggi conduttore televisivo Pupo ed Emanuele Filiberto ( I raccomandati , il secondo vincitore di Ballando sotto le stelle ) e il vincitore di X-Factor Marco Mengoni. Schiacciato dalle eccessive pressioni, il direttore artistico Marco Mazzi annuncia che al prossimo Festival non ci sarà e già qualcuno urla «Aridatece Baudo!».

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