Aosta riesuma il Consorzio
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fonte:
- La Stampa
AOSTA «E’ finito il tempo in cui l’ amministrazione pubblica calava le decisioni dall’ alto, vogliamo che le proposte per il rilancio turistico e commerciale della città arrivino dalle associazioni». Lo ha detto il sindaco di Aosta, Bruno Giordano, al termine dell’ incontro con i rappresentanti di categoria. «Ripartiamo dal fallimento del consorzio unico degli operatori commerciali – ha aggiunto Giordano – che ha raccolto appena 30 adesioni in tutta la città, avendo come riferimento il comitato Vivi la via, che in via Sant’ Anselmo e nelle aree limitrofe sta facendo un lavoro enorme, con oltre 100 adesioni». «Vogliamo lavorare assieme a voi – ha detto Cristina Galassi, presidente della Commissione consiliare Sviluppo economico – le idee e i progetti nasceranno qui. Vogliamo conoscervi e capire quali sono le necessità e le iniziative da proporre, anche appoggiandoci all’ università». Giordano ha aggiunto: «Il Comune non può intervenire con contributi per piccole iniziative, lo impone la Finanziaria». Nella mansarda comunale, i rappresentanti delle associazioni commerciali e turistiche, insieme a quelle di categoria, hanno espresso idee e opinioni per iniziare il lavoro. Più perplesse le associazioni dei consumatori: «Non capiamo che ruolo possiamo avere in un’ assemblea di questo tipo», hanno detto Bruno Albertinelli (Federconsumatori), Franco Siracusa (Adiconsum) e Giampiero Marovino (Codacons). Idea che invece ha trovato d’ accordo Rosina Rosset (Avcu). Le prime proposte sono già arrivate: «Ad Aosta manca una vocazione turistica – ha esordito Paola Gottardi (Confesercenti) – e il problema riguarda tutti: istituzioni, operatori, cittadini. Al settore pubblico chiederei di ripensare l’ organizzazione dei servizi sociali, che sembrano non avere niente a che fare con chi ha un’ attività commerciale: gli asili sembrano pensati solo per chi ha un lavoro dipendente. Progetti e grandi azioni servono, ma è meglio partire da elementi piccoli come l’ arredo urbano o la segnaletica». Secondo Cesare Grappein (Cna) «la crisi non è un semplice raffreddore, siamo in una fase di broncopolmonite acuta. Servono una o due azioni mirate, e non dieci, portate fino in fondo». Per Leopoldo Gerbore (Confcommercio) «bisogna evitare di mettere alla berlina chi fa questo lavoro, mandando la polizia a controllare ogni capannello fuori da un locale perché alza un po’ la voce e poi lamentarsi che la città è deserta». Conclude Franco Napoli: «La torta delle responsabilità è di tutti, ognuno dovrebbe prendersi la sua fetta. Tra cinque anni cercheremo di dividerci la torta dei meriti».
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