25 Maggio 2009

ANTITRUST: MULTATE TELECOM-VODAFONE,TOTALE 460MILA EURO

 
 
PRATICHE SCORRETTE SU ADSL, SIA ALICE CHE VODAFONE CASA

           
            (ANSA) – ROMA, 25 MAG – Nuova bacchettata dell’Antitrust a
Telecom Italia e Vodafone. L’Autorità, che nei mesi scorsi
aveva già sanzionato le due compagnie telefoniche in merito ai
servizi mobili, stavolta le punisce per pratiche commerciali
scorrette sulla telefonia fissa Adsl, con multe per un totale di
460mila euro. Si tratta delle campagne pubblicitarie relative ad
‘Alice casa senza canone’ di Telecom (200mila euro di multa) e a
‘Vodafone casa’ (260mila euro).
  Per quanto riguarda Telecom Italia, l’Antitrust ha preso in
esame la segnalazione di una consumatrice che contestava la
campagna dell’autunno 2008 effettuata attraverso spot tv e
Internet sull’offerta ‘Alice casa senza canone’. Secondo la
consumatrice, infatti, lo spot era ingannevole in quanto a
fronte della promessa della ‘prima offerta Telecom Italia senza
canone’ il servizio prevedeva, in realtà, l’applicazione di un
contributo fisso mensile pari ad almeno 42 euro: inoltre, la
consumatrice lamentava la poca chiarezza della campagna diffusa
su Internet. L’istruttoria si è svolta in prevalenza sul
termine ‘canone’: secondo Telecom lo spot voleva chiaramente
riferirsi all’assenza del pagamento del canone della linea
telefonica tradizionale; a giudizio della consumatrice, invece,
la promessa dell’assenza del canone induceva a credere di dover
sostenere solo il pagamento di un costo variabile in base al
traffico. Una posizione, questa, sostanzialmente condivisa dal
parere espresso dall’Autorità per le tlc e, alla fine, anche
dalla stessa Antitrust, secondo cui l’espressione utilizzata
può "indurre lo spettatore a ritenere che non si debba versare
alcuna quota fissa per la fruizione del servizio ‘Alice casa’,
ma si sia soggetti soltanto al pagamento di un importo
variabile". Per questo lo spot è "idoneo a indurre in
errore", mentre il messaggio diffuso sul sito "non appare
scorretto". Considerato tutto questo, l’Antitrust ha deciso una
multa pari a 140mila euro, che, con le aggravanti dovute al
fatto che Telecom è già stata destinataria di sanzioni, sale a
200mila euro.
   Nel caso di Vodafone, invece, la segnalazione era stata
presentata da Fastweb, che contestava l’ingannevolezza dello
spot relativo all’apparato ‘Vodafone Station’ con cui sembrava
possibile attivare da subito tutti i servizi, mentre per un
periodo iniziale il traffico voce e dati era possibile solo
tramite segnale Umts; ma anche la scarsa trasparenza sui costi,
sulle scadenze e sulla velocità di trasmissione della campagna
su Internet, oltre ad alcuni disservizi. L’Antitrust ha
condiviso molte delle lamentele del concorrente, ma ha accolto
anche con favore la collaborazione offerta da Vodafone per
assicurare maggiore trasparenza.
   L’Autorità sottolinea infatti che la società non ha
"informato adeguatamente i consumatori che la funzionalità dei
servizi voce e dati su rete fissa non è immediata",
"sull’esistenza di un contributo di attivazione pari a 49
euro", "sull’esistenza di una soglia per le due direttrici di
traffico". Per questo la multa è di 280mila euro, che salgono
a 340mila con le aggravanti: tuttavia, dal momento che Vodafone
ha mostrato un "comportamento collaborativo", adottando "una
serie di misure a favore dei consumatori", come alcune
modifiche al sito Internet per assicurare una informazione più
trasparente, la cessione a titolo gratuito della ‘Vodafone
Station’, indennizzi e storni in fattura in caso di attivazione
di servizi non richiesti o di problemi tecnici, l’Autorità ha
ridotto la sanzione a 260mila euro.
   Il Codacons, pur apprezzando le sanzioni, parla però di
multe insufficienti e ribadisce la necessità di adeguarle al
fatturato dei soggetti condannati: "Se anche ciò non dovesse
bastare – conclude il presidente Carlo Rienzi – si dovrà
pensare alla sospensione delle licenze nei confronti dei gestori
telefonici".(ANSA).

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