24 Gennaio 2013

ANSA/ CONSUMI ANCORA GIU’, ANCHE ALIMENTARI; SALVI DISCOUNT

ANSA/ CONSUMI ANCORA GIU’, ANCHE ALIMENTARI; SALVI DISCOUNT  

(ANSA) – ROMA, 24 GEN – La crisi dei consumi non sembra avere fine: anche il mese di novembre chiude con un bilancio negativo delle vendite al dettaglio, in calo del 3,1% su base annua. E’ ormai l’ottavo calo consecutivo e nemmeno l’alimentare viene risparmiato. I nuovi dati dell’Istat sul giro d’affari nei negozi confermano la stretta e mettono un’ipoteca sul 2012. Infatti difficilmente dicembre, per quanto positivo, potrà ribaltare la perdita accumulata, pari al 2% dei primi undici mesi. Se non ci saranno cambiamenti si tratterebbe dell’anno peggiore almeno dai primi del ’90. La flessione totalizzata sarebbe piu’ forte di quella del 2009, quando la caduta si fermò all’1,7%. A sottolinearlo sono anche i commercianti, che parlano di consumi in “profondo rosso”. Le associazioni dei consumatori manifestano tutta la loro preoccupazione definendo “drammatici” i numeri dell’Istat e stimando un crollo nel potere d’acquisto degli italiani. Nella valanga di ribassi spicca, però, il segno più registrato dai discount, che anche a novembre riescono a cavalcare la crisi. Le famiglie per andare avanti in tempi duri cercano di tagliare su tutto. In un solo mese le vendite diminuiscono dello 0,4% e il ribasso diventa più forte se si fa il confronto con l’anno precedente. In termini tendenziali la contrazione si fa sentire pure su cibo e bevante (-2%) e sul resto la flessione è ancora più pesante (-3,7%), investendo capitoli come abbigliamento-pellicceria (-4,7%), mobili-arredamento ed elettrodomestici (-4,5%). Molto male vanno i piccoli negozi, le botteghe di quartiere, che segnano un ribasso del 3,9%, ma il reflusso è talmente forte che addirittura la grande distribuzione soffre (-2,1%). A guadagnare restano esclusivamente i discount alimentari, visto che non si può evitare di mangiare si taglia sulla qualità, facendo a meno dei marchi. Confesercenti vede nero: “Per incontrare un altro calo di vendite altrettanto consistente bisogna giungere addirittura al 1993”. Sulla stessa linea Confcommercio, secondo cui i dati dell’Istat non fanno altro che ribadire “ancora una volta come la crisi dei consumi sia profonda e come sia lontana un’inversione di tendenza”. Sconforto emerge anche dai commenti delle associazioni dei consumatori. Il Codacons parla di numeri che riportano direttamente al dopoguerra e fa notare come l’indice sulle vendite al dettaglio dell’Istat incorpori pure l’inflazione. Ecco che al netto dei prezzi, considerando solo le quantità, per gli alimentari il “tracollo è doppio”. Sulla stessa linea l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che prevede per il biennio 2012-2013 un tonfo nel potere d’acquisto superiore al 6,1%. La Confederazione italiana agricoltori constata come “dopo aver tagliato tutto il superfluo, gli italiani sono costretti anche a una dura ‘spending review’ sulla tavola”, tanto che oggi “oltre 7 milioni di famiglie optano per prodotti ‘low-cost’ o di qualità inferiore, mentre 6 milioni e mezzo di famiglie ormai si rivolgono quasi esclusivamente ai discount”. (ANSA).

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