10 Gennaio 2018

Anche la Francia fa causa ad Apple Cupertino rischia multa miliardaria

Marianna BaroliIl «cerotto» rilasciato da Apple con l’ ultimo aggiornamento iPhone per risolvere i problemi dei bug Spectre e Meltdown non sembra essere sufficiente a contenere il mare di problemi che la società di Cupertino sta affrontando in questo inizio 2018. I nuovi guai per Apple arrivano dalla Francia e più precisamente dalla Procura di Nanterre, dove è stata aperta un’ inchiesta sull’ obsolescenza programmata dei suoi dispositivi. Nel mirino ci sarebbero soprattutto gli iPhone 6, 6s e se che, come ammesso da Apple, subirebbero una graduale riduzione programmata delle prestazioni e della batteria. L’ obsolescenza programmata è una pratica commerciale in base alla quale alcuni prodotti, di solito nel settore dell’ elettronica, vengono costruiti con «una data di scadenza» occulta, così da costringere i consumatori a comparare i modelli più recenti. Da anni si sospettava che Apple, in qualche modo, potesse essere responsabile dei rallentamenti degli iPhone più vecchi e dell’ indebolimento graduale della durata della batteria di alcuni dispositivi. la confermaLa conferma è arrivata nei giorni scorsi quando i vertici di Apple da Cupertino hanno ammesso che «la versione più recente del suo software iOs11 riduce il potere di calcolo di alcuni modelli più vecchi di iPhone». In parole povere, Apple volutamente ha rallentato alcuni dei suoi dispositivi per limitare (a suo dire) ulteriori problemi come lo spegnimento automatico dei dispositivo, dovuti alla presenza di batterie usurate nei suoi melafonini. Nonostante Apple abbia prontamente provveduto a inviare via mail a molti dei suoi clienti una lunga lettera di scuse, a poco sembra essere servita l’ ammenda della società agli occhi della giustizia. In Francia immediatamente è stata disposta un’ indagine assegnata al servizio investigativo nazionale della direzione generale della concorrenza, degli affari dei consumatori e del controllo delle frodi. Secondo una legge del governo francese voluta dal ministro Benoit Hamon proprio per contrastare l’ obsolescenza programmata, infatti, le società ritenute colpevoli di accorciare deliberatamente la vita dei loro prodotti per stimolare la domanda di sostituzione rischiano multe dai 300.000 euro fino al 5% del fatturato. Ma non solo. Negli Stati Uniti, all’ indomani della confessione da parte del colosso di Cupertino, sono state avviate decine di class action da cittadini delusi e arrabbiati con la società, accusata di aver avuto un comportamento fraudolento nei loro confronti. In uno dei documenti depositati in California, a Los Angeles, i cittadini si sono scagliati contro la confessione di Apple che, secondo loro, avrebbe deliberatamente fatto una dichiarazione fuorviante che intendeva nascondere la natura e lo scopo del difetto alla batteria. In Illinois, invece, si fa riferimento al fatto che ai consumatori che si rivolgevano agli Apple store chiedendo il perché dei loro iPhone sempre più lenti veniva risposto di comprarne uno nuovo e non si faceva alcun cenno al problema di batteria. L’ ultima delle class action presentate è ora nelle mani dello studio legale Hagens Berman, che in passato è riuscito a vincere contro Apple e a strappare alla società di Cupertino un risarcimento di 450 milioni di dollari relativo ai prezzi degli ebook in vendita sullo store Apple. La procura di romaAnche in Italia il Codacons ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e all’ Antitrust e minaccia una class action nel caso in cui venga accertato un comportamento illecito. A complicare la situazione c’ è anche la nuova policy di cambio di batteria a un prezzo «amico» di 29 euro (invece dei tradizionali 89) , che potrebbe portare alla società una perdita di oltre 10 miliardi di dollari, di cui 16 milioni solo dalle mancate vendite dei nuovi modelli di iPhone, visto che molti consumatori preferiranno sostituire la batteria e mantenere così il loro telefonino. Una cifra ben superiore ai 4,1 miliardi di euro persi nel 2015 da Volkswagen dopo lo scandalo dieselgate. Se non bastasse, nel calderone dei guai si aggiunge il primo incidente ufficiale legato alla sostituzione delle batterie usurate. All’ interno dell’ Apple store di Zurigo ieri una batteria si è surriscaldata fino a esplodere. A essere ferito alle mani è stato il dipendente che stava rimuovendo la batteria, mentre altre sei persone hanno dovuto ricevere cure mediche. Subito sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno fatto evacuare il negozio, allontanando 50 persone tra clienti e dipendenti.

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