Anche a saldi il denaro e’ di plastica
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fonte:
- Miaeconomia.it
Mancano pochissimi giorni all’inizio dei saldi. La stagione invernale scattera’, infatti, il 2 gennaio, giorno in cui si potra’ comprare a prezzi scontati a Napoli, Palermo, Potenza, Catanzaro, mentre a Roma, Milano, Venezia, Firenze, Torino e Genova si dovra’ attendere il 6. Ad Aosta si partira’, invece, il 10.
Un appuntamento fisso, questo con lo shopping a saldo, che quest’anno – secondo l’ufficio studi della Confcommercio – portera’ ogni famiglia a spendera’ poco piu’ di 400 euro per abbigliamento e accessori, per un totale di spesa di 6,2 miliardi di euro che va ad incidere per il 18% sul fatturato del settore.
Dati che, invece, non convincono il Codacons che prevede un flop e una riduzioni degli acquisti comprese tra il 10% e il 20% rispetto ai saldi del 2010, specie nelle grandi citta’. “I motivi per cui i saldi falliranno sono molteplici – sostiene l’associazione dei consumatori – innanzitutto la vicinanza alle festivita’ natalizie che hanno gia’ prodotto uno svuotamento dei portafogli degli italiani. C’e’ poi un eccessivo livello dei prezzi specie nel settore dell’abbigliamento e delle calzature, che nonostante gli sconti presentera’ listini troppo elevati. Da registrare poi il budget delle famiglie per i saldi sempre piu’ ridotto da rincari, rate, mutui e bollette e un generale clima di sfiducia dovuto alla crisi economica”.
Il solito balletto di cifre che, tuttavia, non smorzera’ gli entusiasmi dei tanti che si dedicheranno allo solita corsa sfrenata per aggiudicarsi il capo di abbigliamento, tanto desiderato, ad un prezzo promozionale. Acquisti che verranno effettuati non solo cash, ma anche grazie alle carte di credito e ai Bancomat.
E’ bene, infatti, ricordare che anche nel periodo di saldi, un negoziante non puo’ rifiutare il pagamento con le carte di pagamento, qualora esponga con delle vetrofanie sulle porte o sulle vetrine il logo che ne attesta l’accettazione. Cosi’, se il negoziante si opponesse comunque al pagamento, il consumatore puo’ segnalare il fatto alla societa’ emittente la carta. Inoltre, questo comportamento scorretto va riferito anche all’Autorita’ competente che in questo caso e’ la Polizia Municipale.
Ricordando che esiste comunque una legge specifica che detta le regole di svolgimento di questi acquisti in saldo (art. 15 del decreto legislativo n. 114 del 1998), vediamo ora insieme quali sono le altre garanzie che il consumatore ha sempre in suo possesso quando in cassa “striscia” con le preziose tesserine.
In questo caso, la normativa a cui si deve fare riferimento e’ il Codice del consumo (dall’articolo 128 al 135) che include il Decreto Legislativo 24/2002 che ha recepito la direttiva europea 99/44/CE.
In particolare, il negoziante non puo’ mai aumentare i prezzi per i pagamenti effettuati con la carta di credito, spiegando che ci sono delle spese di gestione.
Le ricevute del Bancomat o della carta di credito hanno lo stesso valore dello scontrino fiscale e possono essere mostrate al commerciante nel caso in cui si decidesse di effettuare il cambio merce o si volesse far valere il diritto di garanzia. Quindi, in mancanza dello scontrino, puo’ andare bene anche un altro documento che attesti la data di acquisto: il tagliando dell’assegno, la cedola della carta di credito, la ricevuta del Bancomat o della carta di credito.
Tutto quello che si acquista e’ quindi coperto dalla garanzia europea che dura due anni e viene certificata proprio dallo scontrino. E’, quindi, importante conservarlo per un’eventuale sostituzione in caso di prodotto difettoso entro il termine di due mesi dalla data in cui e’ stato scoperto il vizio.
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