7 Luglio 2009

Analisi Confcommercio: maggio ancora in affanno, poi il rilancio Ripresa d’autunno per i consumi

 MILANO Il peggio è alle spalle. Frase troppo abusata? Può darsi. Ma a dirlo questa volta è la Confcommercio, che parla di «ripresa tangibile dei consumi per l’autunno ». Eppure l’organizzazione sindacale dei commercianti, non più tardi di qualche giorno fa, avvertiva che per vedere un segno positivo nella congiuntura italiana bisognava attendere il 2010. Di più. Il Rapporto sul Terziario dei commercianti non esitava a parlare di brusco arretramento del pil, tanto da bruciare la ricchezza accumulata dal paese negli ultimi dieci anni (si veda il Sole 24 Ore del 21 giugno). Una realtà dalle tinte fosche che, ora, l’Indice dei consumi di Confcommercio (Icc) del mese di maggio attenua molto. Al punto da prefigurare un «quadro d’insieme, dopo quattro mesi di variazioni congiunturali nulle, che comincia a mostrare elementi di superamento della fase più negativa del ciclo, anche se si dovrà attendere la fine dell’estate per scorgere segnali di una adeguata ripresa della domanda e dell’attività produttiva interna». L’Icc,infatti,segnala a maggio un calo tendenziale (anno su anno) dei volumi dello 0,3% e un decremento congiunturale (mese su mese) dello 0,2 per cento. Per Confcommercio si tratta di un calo contenuto che riflette una modesta riduzione della domanda di beni e di servizi, mentre mobilità e comunicazioni si muovono in territorio positivo. E questo, a fronte di una dinamica dei prezzi al consumo che a maggio ha chiuso con una flessione tendenziale modesta, dello 0,3 per cento. Nello specifico, l’Icc rileva che a maggio la dinamica negativa della domanda per beni e servizi ricreativi (-0,8%) è stata compensata dal trend positivo della componente giochi pubblici e acquisto di cd, nonché i supporti per la registrazione di suoni e immagini. Frenano (-1,2%) i servizi di ristorazione e alloggio, dopo il rimbalzo di aprile determinato dalle festività pasquali. In crescita (2,1%) la domanda di beni e servizi per la cura della persona, cui ha fatto da contraltare (-2,1%) la spesa per la casa, appesantita dalla persistente criticità del settore elettrodomestici. In sintesi, per gli analisti di Confcommercio si è in presenza «di segnali di un contesto meno negativo rispetto agli ultimi mesi del 2008 e all’inizio di quest’anno che sembrano provenire dal clima di fiducia delle famiglie, che, a giugno, ha evidenziato un’ulteriore e moderata crescita ».  Sentimenti positivi che vengono criticati da Codacons. L’organizzazione dei consumatori, nel commentare le indicazioni dell’Icc, si chiede come faccia Confcommercio a parlare di luce in fondo al tunnel.  Quindi, nell’osservare che il calo degli acquisti di prodotti alimentari, a cui Codacons dà molto valore rispetto ad altri, a maggio è quasi raddoppiato (-1,3%) rispetto ad aprile (-0,7%), ironizza su un possibile «abbaglio» di Confcommercio. Nel qual caso farebbero bene a «mettersi gli occhiali da sole».

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