9 Giugno 2005

An chiede al governo la doppia prezzatura della merce

An chiede al governo la doppia prezzatura della merce
Iniziativa di La Russa e Gasparri per obbligare i negozianti ad esporre il valore in lire accanto a quello in euro An chiede al governo la doppia prezzatura della merce



Meglio tardi che mai: carovita, prezzi alle stelle, aumenti ingiustificati del dopo-euro tornano alla ribalta dopo la proposta leghista (bocciata da maggioranza e opposizione) di ritornare alla cara, vecchia lira. Ieri, decisamente a scoppio ritardato, è giunta la proposta di Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, entrambi di An, che vorrebbero tornare quantomeno alla doppia prezzatura. Roba che, dopo quattro anni di euro, sembra decisamente fuori tempo massimo. Tant`è. I due deputati mettono nero su bianco la loro idea: “Preso atto che il ritorno alla lira e il conseguente abbandono della moneta unica è una misura impraticabile, oltre che inutile come intervento in sostegno dei consumatori, riteniamo sia molto più utile e fattibile imporre per legge a tutti gli esercenti di esporre i prezzi non solo indicando il valore in euro, ma anche il corrispettivo in lire“. Intanto dal presidente della Confcommercio, Sergio Billè, giunge la proposta del “patto-pizza“, cioè pizza, birra e caffé a sette euro e cinquanta. Inutile, replicano stizziti i consumatori di Codacons, Adusbef, Confconsumatori: per loro quest`idea meravigliosa di Billè è semplicemente la prova provata dell`assioma che un euro equivale a mille lire. “Almeno potrebbero dare anche il dolce“, commentano le associazioni dei consumatori che, invece, promuovono la proposta di La Russa e Gasparri.Ed ecco, infatti, che cosa si legge in un comunicato di Adusbef e Federconsumatori: “Se una pizza margherita, una bevanda e un caffé costavano 4 anni fa 7.500 lire, portando il prezzo a 7,5 euro si spaccia come favore il raddoppio dei prezzi“. Gli umori son feroci perché i soldi sono pochi. Ovviamente ci si continua a chiedere chi ha fatto il furbo durante il passaggio da una moneta all`altra. Billè continua gridare l`innocenza dei commercianti. Venerdì 17 giugno, alla riunione dell`Antitrust, Billè chiederà un“`indagine accurata“ sulla situazione. Prevede risultati ben diversi da quelli che si aspettano un poco tutti: “Credo che alla fine emergerà un`altra storia, un`altra situazione, altre percentuali. Perché credo che addossare al singolo commerciante la responsabilità di un euro che ha fatto saltare il sistema nervoso italiano sia una grave ingiustizia“.Sarà. In attesa delle conclusioni dell`autorità di controllo, a far infuriare i consumatori è proprio Billè. Altroché patto-pizza! La Codacons rinfaccia al presidente dei commercianti italiani le soperchierie subite dai mangiatori di pizza. Secondo i calcoli dei consumatori, la pizza Margherita costa il 66 per cento in più, la Quattro stagioni il 55 per cento in più. Ancora: il coperto è raddoppiato. Rincari anche per supplì (più 56 per cento), lattina di Coca Cola (più 54 per cento) e caffé (più 19 per cento).B.d.V.
CAROVITA Iniziativa di La Russa e Gasparri per obbligare i negozianti ad esporre il valore in lire accanto a quello in euro An chiede al governo la doppia prezzatura della merce RomaNOSTRA REDAZIONEMeglio tardi che mai: carovita, prezzi alle stelle, aumenti ingiustificati del dopo-euro tornano alla ribalta dopo la proposta leghista (bocciata da maggioranza e opposizione) di ritornare alla cara, vecchia lira. Ieri, decisamente a scoppio ritardato, è giunta la proposta di Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, entrambi di An, che vorrebbero tornare quantomeno alla doppia prezzatura. Roba che, dopo quattro anni di euro, sembra decisamente fuori tempo massimo. Tant`è. I due deputati mettono nero su bianco la loro idea: “Preso atto che il ritorno alla lira e il conseguente abbandono della moneta unica è una misura impraticabile, oltre che inutile come intervento in sostegno dei consumatori, riteniamo sia molto più utile e fattibile imporre per legge a tutti gli esercenti di esporre i prezzi non solo indicando il valore in euro, ma anche il corrispettivo in lire“. Intanto dal presidente della Confcommercio, Sergio Billè, giunge la proposta del “patto-pizza“, cioè pizza, birra e caffé a sette euro e cinquanta. Inutile, replicano stizziti i consumatori di Codacons, Adusbef, Confconsumatori: per loro quest`idea meravigliosa di Billè è semplicemente la prova provata dell`assioma che un euro equivale a mille lire. “Almeno potrebbero dare anche il dolce“, commentano le associazioni dei consumatori che, invece, promuovono la proposta di La Russa e Gasparri.Ed ecco, infatti, che cosa si legge in un comunicato di Adusbef e Federconsumatori: “Se una pizza margherita, una bevanda e un caffé costavano 4 anni fa 7.500 lire, portando il prezzo a 7,5 euro si spaccia come favore il raddoppio dei prezzi“. Gli umori son feroci perché i soldi sono pochi. Ovviamente ci si continua a chiedere chi ha fatto il furbo durante il passaggio da una moneta all`altra. Billè continua gridare l`innocenza dei commercianti. Venerdì 17 giugno, alla riunione dell`Antitrust, Billè chiederà un“`indagine accurata“ sulla situazione. Prevede risultati ben diversi da quelli che si aspettano un poco tutti: “Credo che alla fine emergerà un`altra storia, un`altra situazione, altre percentuali. Perché credo che addossare al singolo commerciante la responsabilità di un euro che ha fatto saltare il sistema nervoso italiano sia una grave ingiustizia“.Sarà. In attesa delle conclusioni dell`autorità di controllo, a far infuriare i consumatori è proprio Billè. Altroché patto-pizza! La Codacons rinfaccia al presidente dei commercianti italiani le soperchierie subite dai mangiatori di pizza. Secondo i calcoli dei consumatori, la pizza Margherita costa il 66 per cento in più, la Quattro stagioni il 55 per cento in più. Ancora: il coperto è raddoppiato. Rincari anche per supplì (più 56 per cento), lattina di Coca Cola (più 54 per cento) e caffé (più 19 per cento).

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