25 Gennaio 2010

Ammonta a poco meno di 4.000 euro la spesa media sostenuta da ogni cittadino europeo nel 2008 per mantenere e arredare la propria abitazione.

Ammonta a poco meno di 4.000 euro la spesa media sostenuta da ogni cittadino europeo nel 2008 per mantenere e arredare la propria abitazione. Solo per mobili, elettrodomestici e articoli di arredamento la spesa è di circa 850 euro. Vanno poi aggiunte le spese fisse per l’ abitazione (circa 3.100 euro). All’ interno di questo aggregato la voce affitti la fa da padrone (circa 2.163 euro). Emerge da un rapporto di Confcommercio. Allarme rincari Il Codacons, associazione dei consumatori, lancia l’ allarme sui rincari di prezzi e tariffe nell’ anno appena iniziato. Il 2010 – spiega l’ associazione – «sarà caratterizzato da un generalizzato aumento di prezzi al dettaglio e tariffe che graverà sulle tasche delle famiglie italiane per complessivi 700 euro». Gli aumenti vanno dai 150 euro per le polizze Rc auto agli 80 euro per il mutuo, spiega l’ associazione dei consumatori. Consulenze per tutti Sono online i dati del Ministero per la Pa sugli incarichi di consulenza affidati dalle amministrazioni pubbliche nel 2008. Le amministrazioni pubbliche che hanno effettuato la comunicazione (in tutto 12.108) sono aumentate del 16,69%. In un comunicato il ministero afferma che dalla lettura dei dati risulta che gli incarichi conferiti dalle pubbliche amministrazioni (in tutto 325.010) sono aumentati del 16,02% mentre i compensi erogati sono aumentati del 20,26%. Risorsa immigrati Gli acquisti di case da parte degli immigrati nel periodo 2002-2007 ha contribuito a far crescere i prezzi degli immobili del 2%. La crescita del valore della ricchezza delle famiglie è di 60 miliardi. Lo afferma un rapporto di Bankitalia. L’ aumento è più pronunciato nelle zone semicentrali e periferiche delle città. Secondo l’ istituto, non viene confermata l’ ipotesi secondo cui l’ afflusso di immigrati in un quartiere comporterebbe un deprezzamento degli immobili. Il buio della crisi La crisi riporta i consumi italiani di elettricità al tempo del dopoguerra. Dal 1945 non si registrava un -6,7% nei consumi. I dati preliminari rilasciati da Terna mostrano comunque un trend in deciso miglioramento: la responsabilità della flessione più pesante degli ultimi 60 anni va soprattutto al primo semestre dell’ anno appena concluso, quando i consumi hanno fatto segnare un calo medio dell’ 8,7%. Mentre nella seconda metà del 2009 si sono registrati timidi segnali di ripresa, con una flessione arginata al -4,6%. Già nel 2008 la crisi economica aveva inciso sulle richieste dei consumatori italiani, anche se il calo per l’ intero anno si era limitato allo 0,1% rispetto al 2007.

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