21 giugno 2017

Alle Tlc italiane l’ addio al roaming costa mezzo miliardo di euro

Roaming salato per le società telefoniche. Per i consumatori l’ azzeramento degli extra-costi per usare il cellulare all’ estero è una manna: dal 15 giugno chiamare, navigare, inviare sms, mentre siamo in viaggio in un Paese Ue, costerà come in Italia. Per le compagnie telefoniche europee, calcola il Codacons, questa novità decisa da Bruxelles, significherà incassi mancati per 8,5 miliardi. A soffrire di più saranno soprattutto le telecom del Nord Europa, spiegano gli analisti di Borsa che seguono da vicino il settore. Sono Paesi grandi «esportatori» di turisti e dunque sentiranno di più il peso di questo passaggio storico. Al contrario, le aziende italiane pagheranno di meno, dicono dalle sale operative dove i titoli dei telefoni sono tra quelli più seguiti e studiati nel dettaglio. I calcoli? Difficile farli. L’ ipotesi che circola tra gli esperti è che Tim, Vodafone e Wind Tre dovranno mettere in conto mancati incassi per meno del 5% del loro giro d’ affari, pari a un importo circa di mezzo miliardo di euro l’ anno. «È un colpo pesante – dice Simone Chelini, gestore di Anthilia Capital Partners e attento al comparto telecom-. anche se il settore può ancora contare su margini del 30%». In più la cancellazione del roaming non è stata un fulmine a ciel sereno. Se ne parlava già da tempo, dal 2007. Le società quindi hanno avuto dieci anni per prepararsi a questo salto che di sicuro non sarà nel vuoto. I paracadute erano pronti. Nei mesi passati sono stati introdotti diversi «rimaneggiamenti» per rientrare delle perdite da fine dell’ epoca del roaming. Ha fatto discutere, per esempio, l’ introduzione della tariffazione a 28 giorni per le chiamate da cellulare. Invece di scalare i soldi dal conto telefonico ogni 30-31 giorni, le telecom mobili adesso incassano il conto ogni 4 settimane. Si è trattato, in pratica, di un aumento di fatturato del 10%, di fatto quasi una tredicesima mensilità in più su base annua. Altre strategie poi hanno puntato sulla rimodulazione dei pacchetti tariffari con lievi aumenti da 1 a 2 euro in modo unilaterale. Si tratta di piccoli rincari che difficilmente spingono il cliente a cambiare operatore. Altra sorpresa arrivata di recente è poi quella degli sms a pagamento per la notifica delle chiamate perse. Insomma, le contro-mosse sono davvero tante e, in alcuni casi, impercettibili. Certo è che occorrerà tenere gli occhi bene aperti da qui in avanti. Da poco poi sono scattati anche i contratti che prevedono penali di uscita dai 10 euro in sù. Occorre restare, in alcuni casi, clienti della propria compagnia per 12 anche 32 mesi. Sennò si passa alla cassa per il pagamento. Questa mossa potrebbe essere un modo per sopravvivere a un’ altra novità che sta per toccare tutto il settore e con cui le grandi società stanno facendo i conti. Presto anche in Italia arriverà Iliad, società francese dalle tariffe ultra low-cost. Lo sbarco è atteso per la fine di quest’ anno, inizio 2018. Tra gli analisti gira anche qualche ipotesi sui prezzi dei francesi. All’ orizzonte potrebbero esserci due tipi di pacchetti, tutti concentrati sull’ offerta di dati per navigare in Internet. «Il primo sarebbe a consumo illimitato per un prezzo intorno ai 12 euro – afferma Chelini -. Il secondo arriverebbe a 30 giga per meno di 8 euro. Il tutto a minuti e sms illimitati». Al momento la spesa media per utente in Italia è intorno ai 12 euro. Per le telecom italiane la partita diventerebbe più difficile. Le reazioni deli operatori? Per gli analisti, le società telecom potrebbero tagliare sugli investimenti nelle reti. Avremo quindi giga illimitati, la possibilità di fare chiamate infinite ma con il rischio di ritrovarci con reti intasate e più lente e la linea telefonica sempre ballerina. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
sandra riccio