6 Gennaio 2002

Allarme su resti e arrotondamenti

Allarme su resti e arrotondamenti
Poche banconote da piccolo taglio e prezzi ritoccati al rialzo

ROMA – Il primo sabato italiano di euro-shopping ha sancito la rimonta della nuova moneta, ma arriva l`allarme resti. Non vi è stata la temuta fuga dai negozi per paura dell`euro-approccio, rilevano soddisfatti i commercianti, e gli italiani non si sono lasciati intimorire, anzi si mostrano vogliosi di prendere sempre più confidenza con le nuove banconote.

Si profila però un nuovo allarme: cominciano a scarseggiare le banconote di piccolo taglio, quelle da 5 euro che servono da resto, e lo sciopero dei bancari lunedì impedirà ai negozianti di andarsi a rifornire, protestano Confesercenti e Confcommercio. Quest`ultima ha chiesto una riunione del comitato euro per martedì o mercoledì.

«Siamo molto preoccupati, potrebbero esserci serie difficoltà con i tagli da 5 e 10 euro» segnala infatti il presidente della Fida-Confcommercio, Lanfranco Morganti (60.000 dettaglianti alimentari), dopo un monitoraggio su 480 esercizi.

Ma intanto l`avanzata dell`euro sulla lira prosegue senza sosta. «Anche per gli acquisti di piccoli importi, oltre il 35-37% dei pagamenti avviene ormai in euro – dice Morganti – con un aumento di 12 punti percentuali rispetto a ieri (venerdì per chi legge). Ed è un`invasione pacifica, senza grossi problemi, salvo qualche lentezza dovuta alla difficoltà di molti anziani, di contare gli spiccioli».

Grazie alle scorte di bancomat da 7,5 miliardi di euro fatte dagli italiani, la più giovane tra le monete è in rimonta su tutto il territorio nazionale, con una sorpresa: negli ipermercati e nei grandi punti vendita, la soglia del 50% è stata sfondata al Centro-Sud piuttosto che nei centri del Nord. La regione meno euro-entusiasta, a sorpresa, si è dimostrata proprio la Lombardia.

Ma si profilano già le prime vertenze: sotto accusa gli arrotondamenti, in taluni casi giudicati esagerati. E` compatto il fronte delle associazioni dei consumatori: Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno annunciato che stanno per partire le prime tre cause pilota contro gli arrotondamenti.

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