4 Settembre 2007

ALIMENTARE:MEGA ACQUISTI FARINA INDIA,RISCHIO CARO PANE

ALIMENTARE:MEGA ACQUISTI FARINA INDIA,RISCHIO CARO PANE
IMPENNATA MERCATI MONDIALI, SI TEMONO RINCARI ANCHE IN ITALIA

Salgono alle stelle i prezzi della

farina sui mercati mondiali e c`é il rischio di rincari anche

per il pane. Agli allarmi sull`aumento dei prezzi in Italia si

aggiunge ora la corsa della farina, entrato in una spirale

rialzista globale legata al forte aumento dei consumi, che hanno

ridotto scorte e forniture ai livelli minimi da oltre un quarto

di secolo.

Ultima responsabile di tale accelerazione a livello mondiale,

é stata l`India, il secondo maggiore consumatore mondiale di

farina, con i suoi mega shopping: quelli odierni vanno ad

aggiungersi agli acquisti di grano di ieri per oltre il 50% in

più rispetto all`offerta, con l`obiettivo di ricostituire le

scorte d`emergenza del subcontinente asiatico. Ma a mettere

sotto pressione i prezzi, nelle ultime ore, sono state anche le

voci di un ridimensionamento delle forniture da parte di Russia

e Australia, che incidono per circa un quarto sull`export

mondiale.

Sta di fatto che oggi le quotazioni hanno raggiunto livelli

record sui mercati di Londra e Parigi e sfiorato il picco

massimo sulla piazza di Chicago con un rialzo del 3,8% (a 8,055

dollari a staio) nelle contrattazioni after-hours. Su Euronext,

il contratto sulla farina con consegna a novembre, ha registrato

un rialzo del 4% a 277,50 euro la tonnellata. Solo negli ultimi

tre mesi, le quotazioni hanno totalizzato una crescita del 54%

facendo lievitare i costi dell`industria del pane.

Il Italia, il prezzo della farina è già aumentato nell`arco

di soli due mesi del 20-30% “ma il mercato non si fermerà“ e

si avvia verso “un ulteriore rialzo del 10%“, ha detto il

presidente di Assipan-Confcommercio, Antonio Sclavi,

sottolineando tuttavia che tale costo incide sul prezzo del pane

“per il 25%“. Il punto, ha aggiunto, è che aumentano tutti i

prodotti della catena alimentare così come la manodopera:

“Tutto ciò – ha sottolineato – non potrà che far salire

l`inflazione“ e “non credo lascerà fermi neppure i prezzi del

pane. Nei negozi – ha detto – già si assiste a rincari pari al

7-8%“. A livello internazionale, non c`é poi solo la questione

della minore produzione di grano e dei maggiori consumi: “Il

problema – ha detto – sono anche le enormi coltivazioni

destinate al bioetanolo. Diminuirà l`offerta di grano e pane“

e di conseguenza aumenteranno i prezzi “per fare spazio alla

benzina“, ha aggiunto.

Si tratta di aumenti “giustificati e generalizzati“ che

comunque non incidono che per “pochi euro“ sulla spesa

complessiva degli italiani, secondo il presidente di

Assopanificatori-Confesercenti, Mario Partigiani. Non ci stanno

però i consumatori: Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori

sostengono che il prezzo del pane è cresciuto del 17% (da 2,10

a 2,46 euro al chilo) nell`ultimo anno, mentre hanno segnato un

aumento del 27% gli spaghetti (da 0,90 a 1,14 euro al chilo).

“In ogni caso, il prezzo della farina incide in parte, dal 10%

al 25%, sul prezzo del pane; per questo i rincari della filiera

sono ingiustificati“, ha commentato Rosario Trefiletti,

presidente di Federconsumatori.

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