5 Gennaio 2012

Al via la stagione dei saldi, spese in calo   

Al via la stagione dei saldi, spese in calo 
 

  
P arte oggi la grande corsa dei saldi invernali. Dopo un anno di crisi per i consumi come il 2011, sarà sicuramente un’ occasione importante per il commercio. Anche se da settimane sono apparsi, in quasi tutte le vetrine, sconti natalizi o pre-saldi per attirare i clienti. Come pure è ormai usuale l’ invio di sms e mail con le offerte ai clienti abituali. Anche quest’ anno, secondo Confcommercio, si punterà sui capi di abbigliamento come cappotti, maglioni, pantaloni, giacche e calzature. Accessori e biancheria per la casa tenderanno ad essere acquistati di più rispetto ai saldi precedenti. Diminuisce la percentuale di chi è interessato ad acquistare a saldo articoli di pelletteria come valigie, borse o beauty case. La maggior parte dei consumatori – il 68% – stima una spesa inferiore ai 200 euro, in aumento rispetto al 56% del 2011; il 25%, invece, fino 400 euro – in calo rispetto al 35% dello scorso anno – e il 2% fino a 500 euro (l’ anno scorso era il 4%). Resta stabile la percentuale di chi pensa di spendere oltre 500 euro, pari al 37%. Crolla, invece, la voglia di acquistare prodotti di marca, con un calo di 17 punti dal 28% all’ 11%. Le previsioni degli imprenditori, per Confcommercio, sono meno ottimiste rispetto al 2011: quest’ anno il 25% si aspetta un aumento di vendite, contro il 27% dell’ anno scorso. Federconsumatori e Adusbef giudicano «estremamente ottimistiche » le stime di Confcommercio: se il numero di famiglie intenzionate a comprare a saldo è invariato rispetto a 2011 (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie), la spesa sarà più bassa, per un totale di 2,4 miliardi di euro. Ogni famiglia che acquisterà a saldo spenderà circa 223 euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno, quando la spesa era stata di 277 euro a famiglia. Anche il Codacons prevede un forte afflusso nei negozi e nei centri commerciali ma, sottolinea il presidente Carlo Rienzi, «il bilancio sul fronte delle vendite sarà negativo. Solo il 40% delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto, e la spesa procapite si attesterà sui 110 euro. Il calo di vendite raggiungerà quota -30% rispetto allo scorso anno». E prosegue la polemica sulle liberalizzazioni degli orari di apertura dei negozi: ieri è intervenuto Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, per il quale «il governo ha intrapreso una coraggiosa politica» in merito. «La normativa sancisce il diritto per gli operatori commerciali di poter gestire liberamente i propri punti vendita, valorizzando al contempo la concorrenza, il servizio ai consumatori e i propri investimenti ». E i prossimi interventi «dovranno essere quelli sui farmaci, sulle benzine e sulla liberalizzazione delle promozioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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