16 Maggio 2006

“Adesso abbiamo paura“

LE REAZIONI I sindacati riuniti in assemblea subito dopo il disastro vogliono garanzie per il rientro
“Adesso abbiamo paura“


PISOGNE (Brescia)- L`incidente sul lavoro avvenuto ieri mattina sul lago d`Iseo non solo ha ucciso un uomo e ferito 4 suoi colleghi, ma ha rischiato di trasformarsi in un immenso disastro ambientale. Il lavoro rapido dei Vigili del Fuoco e dei tecnici dell`Arpa ha arginato l`emergenza, come ha comunicato ieri il sindaco di Pisogne, Oscar Panigada, che ha incontrato i lavoratori dell`azienda e la stampa in municipio: “L`Arpa – ha sottolineato il primo cittadino – ha effettuato controlli tali da poter affermare l`assenza di rischi per la salute, sia nell`area dell`incidente, sia in altre zone del paese, compresi i plessi scolastici“. Alla seduta tenutasi in municipio a partire dalle 15 erano presenti anche le sigle sindacali dei chimici, che hanno espresso alcune perplessità. “Il sindaco ha sottolineato la non pericolosità per la salute – ha detto Domenico Ghirardi a nome di Cigl, Cisl e Uil – a noi, però, restano dubbi e interrogativi. Una fabbrica di quel tipo è riconosciuta come altamente pericolosa. Erano applicate tutte le norme di prevenzione e sicurezza? Essendo nel ciclo produttivo depositate sostanze infiammabili e pericolose, come mai i nostri Vigili del Fuoco, angeli del territorio camuno e sebino, hanno dovuto intervenire con idranti d`acqua e non con estintori schiumogeni in modo da evitare il dissolvimento di possibili sostanza pericolose tramite la rete fognaria nelle falde acquifere?“. Pareri simili sono stati espressi anche in una nota diramata dal Codacons a nome del presidente Marco Donzelli, in cui si chiede alle forze politiche e agli amministratori di tenere una maggiore attenzione nel consentire la collocazione di imprese potenzialmente produttive nei pressi di falde acquifere, fiumi e laghi, come nel caso della Palinal, che sorge adiacente al canale Italsider, che scarica direttamente nel Sebino. Nel pomeriggio di ieri non si è parlato solo di ambiente: “Nell`assemblea tenutasi in Comune a causa dell`indisponibilità dei locali aziendali, devastati dalle fiamme, il primo pensiero è andato alla famiglia Brembilla. In questa società servirebbero meno riti e più concretezza nell`agire e nel metter al centro la vita delle persone e non la centralità dell`impresa, che punta soprattutto al profitto – questa la dichiarazione di Romanico Ghirardi- La decisione dell`assemblea è di sospendere l`attività produttiva fino ai funerali di Davide“. Questa mattina le sigle sindacali e la rappresentanza degli operai incontreranno i vertici aziendali. “Da stamattina, poi, – ha sottolineato uno degli operai incontrati ieri sul luogo del disastro, Stefano T.- decideremo anche come comportarci per il nostro rientro in azienda. Qui si è sempre lavorato bene. Non abbiamo mai avuto paura. Ma da ieri tutto è cambiato“. Sostegno ai congiunti del bergamasco è stato espresso anche dall`assessore alla protezione civile della Provincia di Brescia Corrado Scolari, dal presidente Alberto Cavalli e dal prefetto Francesco Paolo Tronca, che ha assicurato si opererà per evitare episodi di questo genere.

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