15 giugno 2017

Addio roaming a pagamento Finisce l’ incubo di “Si Mobil”

cancellati i sovrapprezzi per poter telefonare, inviare sms e navigare dall’ estero i triestini non devono più temere di catturare loro malgrado il segnale sloveno
di Luca SavianowTRIESTEGoodbye roaming, o meglio caro-roaming. Da oggi vengono aboliti i sovrapprezzi per poter telefonare, inviare sms e navigare dall’ estero con il telefono cellulare, utilizzando la propria offerta nazionale. Si tratta di un provvedimento che nelle zone di confine è stato accolto come una svolta epocale, frutto di un accordo, preso a Bruxelles, che ha coinvolto tutti i 28 Stati membri dell’ Unione europea ai quali si sono aggiunti la Norvegia, l’ Islanda e il Liechtenstein. Secondo il principio del roam like at home, i confini geografici non limiteranno più le comunicazioni dei cittadini europei. Spariranno quindi gli odiosi balzelli che venivano applicati agli utenti che si trovavano a telefonare dall’ estero e che spesso regalavano delle amare sorprese a fine conversazione. La chiamata alla mamma o alla fidanzata fatta dalla Croazia, per fare un esempio particolarmente attuale in questo fazzoletto d’ Europa, non costerà più quanto una telefonata effettuata dagli Stati Uniti. Con l’ abolizione del sovrapprezzo roaming, che non richiede nessuna attivazione da parte dell’ utente ma che sarà garantita automaticamente, viene scongiurato il rischio di un esborso imprevisto per una connessione involontaria alla rete di un operatore straniero. Alzi la mano chi non si è mai collegato alla rete telefonica slovena senza rendersene conto, scoprendo magari di aver parlato a lungo con un amico a un costo maggiorato rispetto a quanto previsto. È capitato a tutti i triestini di catturare il segnale Si Mobil mentre si prende il sole in Costiera o nel corso di una bicchierata in osmizza, tanto quanto è esperienza comune aver troncato delle telefonate perché prossimi al distributore di benzina di Sesana o di Rabuiese. Ormai i costi di roaming sono un ricordo del passato, anche se non mancano i punti interrogativi rispetto a un cambiamento che le associazioni di tutela dei consumatori non esitano comunque a definire «positivo». «Questa svolta – precisa il presidente provinciale di Federconsumatori Angelo D’ Adamo – è frutto di pressioni e di una lunga battaglia che le associazioni che tutelano i consumatori hanno ingaggiato con l’ Europa. Si tratta di un punto di arrivo importante che però ci obbliga a non abbassare la guardia». D’ Adamo allude ai «comportamenti subdoli» attuati da alcuni operatori telefonici che, in maniera unilaterale, decidono di modificare il piano tariffario di un utente e di comunicarlo mediante l’ invio di un sms. «Fra qualche mese faremo i conti – continua D’ Adamo – e verificheremo se sono stati mantenuti i principi alla base di questa sorta di liberalizzazione oppure se le compagnie saranno state abili a fare cartello e a difendere i propri interessi». Non sembra avere dubbi, in questo senso, Antonio Ferronato dell’ Adoc, l’ Associazione per la difesa e l’ orientamento dei consumatori: «Qualsiasi intervento che garantisca agli utenti maggiore flessibilità è positivo – le sue parole -. Tuttavia nessuna liberalizzazione, alla lunga, si è rivelata favorevole per i consumatori. Per questo motivo ci posizioneremo in prima fila, con i fucili puntati, sperando che non accada ciò che è sempre accaduto».Ciò che si vuole scongiurare è un effetto collaterale che più di qualcuno ha già previsto. Secondo il Codacons, infatti, il roaming costava agli utenti europei ben 8, 5 miliardi di euro l’ anno, pari al 10% dei ricavi delle compagnie telefoniche. Questa importante fetta di guadagni potrebbe essere rimpiazzata in maniera più o meno occulta, attraverso un aumento dei prezzi per il traffico telefonico nazionale. I costi aggiuntivi per l’ utilizzo del cellulare all’ estero non sono però andati definitivamente in pensione. Vi sarà un periodo di osservazione di almeno quattro mesi, effettuato da parte di ogni gestore telefonico, durante il quale verrà accertato che un cellulare non venga utilizzato più all’ estero che nel proprio Paese (regola del fair use), in modo da scongiurare il ricorso permanente a una scheda sim straniera.L’ operatore telefonico, dopo aver avvertito il cliente, che avrà due settimane di tempo per chiarire la propria posizione rispetto a questa presunta irregolarità, potrà applicare una tariffa aggiuntiva pari al costo all’ ingrosso che gli operatori si corrispondono per la fornitura dei servizi di roaming (3,2 centesimi al minuto per le chiamate, 1 centesimo per gli sms e 7,7 euro per giga di dati). Possono stare tranquilli i giovani in Erasmus, ai quali sarà sufficiente dimostrare la propria condizione di studente all’ estero per evitare l’ applicazione del sovrapprezzo, e i lavoratori transfrontalieri. Ogni utente dovrà poi prestare attenzione nell’ effettuare telefonate da Paesi che non sono membri dell’ Unione europea, come la Svizzera, il Principato di Monaco, Andorra e la Turchia, ma dovrà anche tenere conto che le tariffe per chiamare l’ estero dall’ Italia rimarranno invariate rispetto al passato. Anche il Regno Unito godrà di questo nuovo corso, dal momento che rimarrà membro della Ue a tutti gli effetti fino a quando non sarà completata la procedura della Brexit.Chi dispone di traffico voce e sms illimitati potrà godere di maggiore tranquillità. Al contrario, chi ha un piano tariffario che prevede degli specifici limiti, in termini di telefonate, invio di messaggi e navigazione in internet, potrà vedersi applicare un sovrapprezzo in caso di sforamento. Facebook, Instagram e Twitter trarranno ampio beneficio da questo cambiamento, con buona pace di chi soffre di dipendenza da internet e da utilizzo del telefonino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
luca saviano