10 Febbraio 2007

Addio all`odioso balzello dei costi di ricarica per le carte prepagate

ANCORA venti giorni di sofferenza (per i nostri portafogli) e poi, dal 3 marzo, avremmo finalmente detto addio all`odioso balzello dei costi di ricarica per le carte prepagate dei telefonini. Una liberazione messa al primo punto della seconda `lenzuolata` di liberalizzazioni del ministro Bersani. Il decreto legge è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il primo febbraio e visto che prevedeva trenta giorni di tempo agli operatori (Tim, Vodafone, 3 e Wind) per mettersi in regola, eccoci appunto alla fatidica data del 3 marzo. Che rischia, però, di passare alla cronaca come un giorno qualsiasi perché una volta decisa una cosa giusta c`è sempre qualcuno che si dà da fare per non farla applicare. O almeno, rinviarla. Prendendo a pretesto ipotetiche difficoltà degli operatori telefonici nell`adeguarsi nei tempi previsti al provvedimento c`è chi starebbe preparando (chissà se per conto delle compagnie) un emendamento al decreto attualmente all`esame della commissione Attività produttive per posticiparne l`entrata in vigore. IL RINVIO potrebbe limitarsi a poche settimane, ma in alcuni ambienti parlamentari c`è chi ipotizza addirittura fino a giugno, con un bel danno per i consumatori. Qualche mese fa, dall`indagine attraverso la quale sia l`Autorità per le Tlc, sia l`Antitrust erano arrivati a condannare i costi di ricarica, era emerso infatti che solo nel 2005 gli italiani avevano versato nelle casse degli operatori mobili qualcosa come 1,7 miliardi di euro per colpa degli euro in più che vengono sborsati quando si compra una scheda di traffico. Una cifra enorme pari a oltre il 15% degli introiti complessivi delle prepagate e che ha portato alle compagnie, tolti i costi distributivi, 945 milioni di euro di guadagni. Bene (anzi male) se ci dovesse essere una proroga di tre mesi, gli utenti delle prepagate dovrebbe spendere 450 milioni di euro. La richiesta di rinvio potrebbe arrivare entro martedì quando scadrà il termine fissato dalla Commissione ? che ha iniziato a esaminare il testo mercoledì ? per la presentazione degli emendamenti. Ma non è detto che vada in porto, perché già ieri è cominciato un violentissimo fuoco di sbarramento. Per Riccardo Villari (Margherita) “è inaccettabile che ci sia chi vuole mascherare con questioni burocratiche come le difficoltà tecniche il mantenimento di una misura iniqua che penalizza in particolare giovani e anziani“, mentre per Salvatore Raiti (Idv) “è inammissibile che si debba pensare prima agli operatori del settore e in secondo ordine ai cittadini“. ANCORA più agguerriti i consumatori. Adusbef e Codacons definiscono “un vero e proprio misfatto“ l`eventuale slittamento. “Le compagnie ? avvertono ? devono adeguarsi al decreto Bersani e devono farlo subito, nessun rinvio deve essere loro concesso“. Ma la Commissione come prenderà un eventuale richiesta di slittamento? “Non c`è chiusura se le ragioni tecniche sono reali ma se si tratta di una semplice dilazione non abbiamo intenzione di introdurla“, precisa il relatore al decreto sulle liberalizzazioni, Andrea Lulli (Ulivo). Quanto al presidente, Daniele Capezzone, dice di non aver simpatia per gli anonimi. Se c`è qualcuno che vuole porre una questione, presenti l`emendamento. E lo si discuterà in modo libero e sereno.

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