30 Giugno 2011

ACQUISTI. Confcommercio prevede che ogni famiglia spenderà 274 euro solo per abbigliamento e calzature. Per il Codacons invece la cifra non andrà oltre i 160 euro.

■ Prende il via sabato il tradizionale "rito" dei saldi di fine stagione. Ogni famiglia, secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio, spenderà in media, per l’ acquisto di articoli di abbigliamento e calzature, 274 euro. E il valore complessivo ammonterà a circa 4,1 miliardi di euro, pari al 12 per cento del fatturato totale annuo del settore. «I saldi di fine stagione – dichiara Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federazione Moda Italia, aderente all’ organizzazione nazionale degli esercenti rappresentano sempre un momento di forte impatto nell’ immaginario delle famiglie, che hanno sempre vissuto l’ evento e continueranno a viverlo come un momento quasi "magico"». Una sorta di rito collettivo che detta modi, tempi e abitudini all’ interno delle città: un po’ come succede per le sfilate di moda, le città temporaneamente mutano. L’ importante novità di quest’ anno è la fissazione della data unica per i saldi estivi al 2 luglio, cioè il primo sabato del mese per tutto il territorio nazionale. Riguardo alle prospettive economiche del 2011, Borghi osserva: «La situazione dei consumi in generale, ma in particolare per l’ abbigliamento, rimane difficile. Non ci si attende, quindi, una stagione particolarmente effervescente, ma una sostanziale tenuta rispetto ai ricavi dello scorso anno». Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda agli acquirenti alcuni principi di base. Cambi. La possibilità di cambiare un bene dopo averlo acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato. In questo caso scatta l’ obbligo per il commerciante di riparare o sostituire il prodotto, e se questo è impossibile, di rimborsare il prezzo pagaTo. L’ acquirente è però tenuto a denunciare il vizio presente nell’ articolo entro due mesi dalla scoperta del difetto. Pagamenti. Le carte di credito e i bancomat devono essere accettati dal negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’ adesivo che attesta l’ apposita convenzione. Prodotti in vendita. I prodotti che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non sono venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi non appartenenti alla stagione in corso. Indicazione del prezzo. Il negoziante è obbligato a indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il costo finale. Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’ intero territorio nazionale da Federmoditalia, come le campagne "Saldi Chiari", "Saldi Trasparenti", "Saldi Tranquilli". Le stime fornite da Confcommercio sulla sostanziale tenuta degli utili rispetto al 2010 non trovano però conferma nelle valutazioni del Codacons, secondo cui «i saldi estivi che prenderanno ufficialmente il via il 2 luglio faranno registrare un calo degli acquisti rispetto all’ anno passato». E’ il presidente dell’ organizzazione dei consumatori, Carlo Rienzi, a evidenziare che «sulla base dei dati disponibili è facilmente prevedibile una flessione delle vendite del 10-15 per cento rispetto al 2010, con una spesa per famiglia che non supererà i 160 euro, mentre solo una percentuale attorno al 50 per cento dei cittadini potrà avvalersi degli sconti di fine stagione». Rienzi aggiunge che «a patire la riduzione degli acquisti saranno soprattutto i piccoli negozi, mentre risultati mediamente positivi o in linea con lo scorso anno si registreranno nei centri commerciali e presso gli outlet». Così come l’ associazione degli esercenti, anche il Codacons ha predisposto un proprio decalogo dei saldi, con l’ obiettivo di effettuare gli acquisti in piena sicurezza. Queste sono le linee-guida indicate dal Codacons. Conservare sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Le vendite devono essere realmente di fine stagione. Non bisogna fermarsi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi commerciali. I consumatori dovrebbero avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, e diffidare degli sconti superiori al 50 per cento, che spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi falsati. Poi dovrebbero utilizzare preferibilmente i negozi di fiducia o acquistare merce della quale conoscono già il prezzo o la qualità. E ricordare che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. La prova dei capi inoltre non è d’ obbligo. Per i pagamenti, nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi.
 

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