5 Luglio 2005

Accordo sui buoni pasto: fine della protesta



Il ministro Scajola annuncia un ddl per risolvere il problema delle commissioni Accordo sui buoni pasto: fine della protesta Il ministro Scajola annuncia un ddl per risolvere il problema delle commissioni –> Da oggi stop allo sciopero dei buoni pasto. L`ha annunciato Sergio Billè, presidente di Confcommercio, al termine di riunione straordinaria dell`Anseb, l`Associazione nazionale delle società emettitrici di buoni pasto. La decisione è stata presa dalla Fipe-Confcommercio dopo le rassicurazioni arrivate dai ministri Siniscalco e Scajola. In particolare, il ministro per le Attività produttive si è impegnato a ricorrere a un decreto o un emendamento al disegno di legge sulla competitività. Finisce così una querelle che, nelle ultime due settimane, ha opposto esercenti, consumatori-lavoratori, aziende private ed enti pubblici, Governo e società che emettono i ticket restaurant, con quest`ultime principali imputate e obiettivo della protesta degli esercenti. E con i consumatori-lavoratori nella scomoda posizione di incolpevoli danneggiati. A scatenare la protesta era stata la questione delle commissioni, troppo alte, secondo i titolari dei pubblici esercizi, anche del 13% a fronte del 2-3% di dieci anni fa. Da qui la richiesta di Confcommercio al Governo, affinché intervenga a vietare le gare al massimo ribasso. Per parte loro il popolo dei buoni pasto, stimato in oltre 2 milioni di lavoratori al giorno, non ha fatto mancare le sue critiche agli stessi esercenti, accusati dal Codacons di essersi “già rifatti delle alte commissioni, rialzando i prezzi. Dal 2001 a oggi un pasto fuori casa costa mediamente l`83% in più“ e con il ticket da 5 euro è sempre più difficile consumare un pasto. Altre associazioni di consumatori hanno invece preso di mira le aziende, chiedendo loro di versare ai lavoratori il corrispettivo dei buoni direttamente in busta paga. Resta poi da capire se e quanto la protesta sia stata efficace. Sicuramente è servita a dare visibilità al problema, ma le cifre sull`effettiva adesione dei commercianti, nelle diverse città, restano diverse a seconda della fonte. In più, il comportamento degli operatori non è stato uguale in tutte le città. A Cagliari, così come a Milano e Roma, è stata registrata una bassa adesione allo sciopero.

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