14 Agosto 2009

A volte capita. Solo che ad Antonio è capitato nel momento sbagliato.

E nella stagione sbagliata. Milano, poche sere fa, strade semivuote, città emigrata verso le vacanze. Ad Antonio si ferma la moto, una Bmw 650 GS fresca di tagliando. Un guasto, vai a capire cos’è. Poco male, pensa: c’è l’assistenza. Chiama il call center di Europ Assistance, che è convenzionata con la casa produttrice del suo due ruote. Ma si è fatto tardi. E al telefono si mette d’accordo affinché il carro attrezzi venga a rimuovere il mezzo la mattina successiva, alle 7. Il giorno dopo Antonio è lì, in zona Porta Venezia, puntuale all’appuntamento. Ma il carro attrezzi non arriva. Antonio chiama un paio di volte: al call center l’operatore gli chiede di pazientare ancora un po’. Alla fine – con un’ora e mezzo di ritardo – l’automezzo per la rimozione si presenta. «A causa di questo pesante ritardo – protesta Antonio raccontando la sua vicenda a Dillo al Messaggero Estate – ho perso un importante appuntamento di lavoro. Europ Assistance promette interventi rapidi, nel giro di mezz’ora. Nel mio caso c’era addirittura un appuntamento fissato dal giorno precedente. Non mi sembra un comportamento corretto. Tra l’altro, non hanno saputo dirmi se c’erano officine Bmw aperte: la mia moto, di fatto, non potrà essere riparata prima di una decina di giorni». Interpellata, Europ Assistance ha riconosciuto il disservizio: un disguido tra la compagnia e il carro attrezzi convenzionato. Di regola i tempi d’intervento sono quelli indicati dallo sfortunato protagonista di questa vicenda. «Può succedere, in questo periodo c’è meno personale», dicono. Appunto. In questo periodo succede che chi resta in città spesso finisca per sentirsi – come cantava Venditti in una vecchia canzone – "un pinguino all’Equatore". Solo. Abbandonato con l’auto in panne alla ricerca di un meccanico aperto, con l’ascesso sperando di trovare un dentista in servizio. O molto peggio. Dillo al Messaggero Estate, per esempio, ha raccolto la denuncia di un condominio Ater di Via Giorgio Morandi, a Roma. L’ascensore del palazzo è guasto da diverse settimane e con l’inizio dell’estate il call center Ater e la ditta di manutenzione – che avevano promesso di intervenire con prontezza – non rispondono più, forse sono tutti al mare. Giusto per dare un’idea dei disagi, distribuiti tra i sette piani del condominio, vivono un malato grave, una signora disabile e – per non farsi mancare nulla – qualche giorno fa una donna prossima al parto è stata prelevata dal balcone con uno spettacolare intervento dei Vigili del Fuoco.  Il Codacons segnala che d’estate le lamentele riguardano soprattutto la telefonia. Bollette pazze, call center pigri, linee che se ne vanno ad intermittenza o che spariscono del tutto. E c’è il più classico dei tormentoni: quello dei guasti domestici. Fastidiosi sempre, d’estate molto di più. Guai a chi ha il rubinetto che perde. Una lettrice racconta a Dillo al Messaggero Estate di aver pagato la bellezza di 400 euro l’intervento riparatore di un rubinetto da parte dell’unico idraulico reperito sul mercato. Niente fattura, ovviamente. Una famiglia di Roma, bloccata nella calura cittadina e senza vacanze, sarebbe disposta a pagare anche di più pur di convincere una nota ditta di condizionatori d’aria della Capitale a venire a riparare l’impianto appena montato. «Mancanza di personale», si sentono rispondere. Peccato, quando tornerà in servizio pronto ad intervenire, probabilmente l’estate sarà finita e, a quella famiglia, l’aria condizionata non servirà più.
 

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