18 Maggio 2020

A Loggia e Broletto 1.500 firme per dire «no alle antenne 5G»

i mega ripetitori in viale caduti del lavoro e in via chiusure svettano vicino a scuole elementari e asili
Nuri Fatolahzadeh n.fatolahzadeh@giornaledibrescia.it Il primo appello, direttamente recapitato in carta bollata sul tavolo della Loggia, è scattato da genitori e Consiglio di quartiere: su quelle antenne, quelle con tecnologia 5G, bisogna condurre verifiche e comunque «lì sono troppe e troppo vicine alle scuole». La zona sotto i riflettori è la porzione ovest della città, dove diversi gruppi di mamme e papà che ogni giorno vedevano i propri figli varcare la soglia di asili, materne ed elementari chiedono, a gran voce, chiarimenti. Perché se èvero che un confronto c’ è stato, con tanto di Tavolo tecnico e coinvolgimento dell’ Agenzia regionale per la protezione dell’ ambiente (Arpa), è altrettanto vero che- nel frattempo, in piena emergenza Covid-19 – nel parcheggio del centro Il testo della petizione. «Nonostante il diffuso negazionismo, l’ evidenza che le radiazioni a radiofrequenza (Rf) siano dannose per la vita è già lampante. Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, nessun insetto e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’ esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’ anno, a livelli di radiazione a RF che sono decine o centinaia di volte più grandi di quelli esistenti oggi». Il Codacons. «L’ impossibilità di valutare le emissioni delle antenne che utilizzano la tecnologia 5G, in assenza delle garanzie sul rispetto degli standard sulle emissioni, impone di avviare approfondite indagini a tutela della salute dei cittadini. Di qui «l’ applicazione del principio di precauzione attraverso norme di sicurezza e limiti di esposizione per tutelare salute e ambiente. Il Codacons ha chiesto a 104 Procure italiane di predisporre tutti i controlli necessari per lo svolgimento di rigorose verifiche, aprendo indagini sul territorio». sportivo San Filippo l’ antenna che prima era posizionata in modo temporaneo è ora stata installata di tutto punto. Una questione, quella del 5G, che continua a preoccupare e non solo all’ interno delperimetro del capoluogo. Alpunto che, nel giro di una manciata di settimane, la petizione bresciana lanciata su change. org ha sfiorato le 1.500 adesioni. Zona ovest. Almeno due i fronti aperti: il primo è in via Chiusure, dove – all’ angolo con via Volturno -svetta una delle mega antenne che hanno fatto da «apripista» per la tecnologia che garantisce connessioni ancora più veloci nel nostro capoluogo. «Il muro di cinta del giardino della scuola materna e asilo Sant’ Antonio si trova proprio di fronte all’ apparecchio» si legge nell’ esposto consegnato in Comune, e la elementare Torricella si trova a poche decine di metri. Il secondo fronte è quello di viale Caduti del Lavoro, dove trova ca sala scuola Little England. Lì da ormai un anno – il tema del giorno è pressoché uno: la preoccupazione per quel ripetitore, inizialmente collocato sul tetto dell’ istituto, poi rimosso ma… ricomparso una manciata di metri più in là, di fronte alla scuola, nell’ area del San Filippo. In entrambi i casi a finire sul banco degli imputati sono le distanze di sicurezza e le emissioni di un impianto situato in pieno centro abitato. Zona ovest. Almeno due i fronti aperti: il primo è in via Chiusure, dove – all’ angolo con via Volturno -svetta una delle mega antenne che hanno fatto da «apripista» per la tecnologia che garantisce connessioni ancora più veloci nel nostro capoluogo. «Il muro di cinta del giardino della scuola materna e asilo Sant’ Antonio si trova proprio di fronte all’ apparecchio» si legge nell’ esposto consegnato in Comune, e la elementare Torricella si trova a poche decine di metri. Il secondo fronte è quello di viale Caduti del Lavoro, dove trova ca sala scuola Little England. Lì da ormai un anno – il tema del giorno è pressoché uno: la preoccupazione per quel ripetitore, inizialmente collocato sul tetto dell’ istituto, poi rimosso ma… ricomparso una manciata di metri più in là, di fronte alla scuola, nell’ area del San Filippo. In entrambi i casi a finire sul banco degli imputati sono le distanze di sicurezza e le emissioni di un impianto situato in pieno centro abitato. Verifiche. E il Comune? A delineare la il quadro, sul quale restano i fari accesi, è l’ assessore all’ Ambiente: «Dopo le interlocuzioni avute con i genitori, già tempo fa abbiamo sollecitato l’ Arpa, ente di controllo che ricordo si era già espressa in passato con un parere favorevole rispetto all’ installazione, per mettere in campo ulteriori controlli e verifiche sulla scuola» sottolinea Miriam Cominelli. Che aggiunge: «Parallelamente le nostre interlocuzioni con l’ ente sul tema 5G sono proseguite e si è valutata l’ istituzione di un tavolo di lavoro sul tema con l’ Arpa e l’ Agenzia di tutela della salute, un tavolo da attivare nel periodo visto l’ attenuarsi dell’ emergenza Covid-19. Il caso quindi è da tempo, e continuerà ad esserlo, attenzionato e oggetto di nostre puntuali richieste di controlli nei confronti dell’ Arpa, ente deputato a questo ti podi rilievi e di valutazioni».//

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