A lanciare l’allarme è Confcommercio
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fonte:
- La Provincia di Lecco
ROMA Nessun segnale di ripresa per i consumi, che anzi continuano a ridursi confermando il permanere di una «fase critica». A lanciare l’allarme è Confcommercio, che attraverso il proprio indicatore dei consumi segnala a gennaio una riduzione tendenziale del 4,6% in quantità, il terzo peggior risultato da un anno a questa parte, nonchè la dodicesima variazione negativa da gennaio 2008. A pesare sono soprattutto auto e moto, in attesa dell’effetto degli incentivi governativi, mentre è ancora ininfluente il rallentamento dell’inflazione. Un dato previsto dalle associazioni dei consumatori, che tornano a chiedere con urgenza la riduzione immediata dei prezzi per rilanciare la domanda.
Il calo di gennaio, «decisamente più negativo» rispetto a quello di dicembre «conferma come i consumi non solo siano ancora in una fase critica ma, per il momento, non traggano nemmeno benefici dal rallentamento dell’inflazione», afferma Confcommercio. A ridursi è soprattutto la domanda di beni (-6,4%), cui si è aggiunta, per il terzo mese consecutivo, una riduzione della domanda per i servizi (-0,3%).
Particolarmente negativi i consumi di beni e servizi per la mobilità (-24,8% su base annua): sugli acquisti di autovetture e motocicli, in particolare, hanno pesato, oltre alle difficoltà che da tempo interessano il settore a livello mondiale, anche le attese degli incentivi del Governo, che dovrebbero cominciare a produrre effetti positivi solo nei prossimi mesi. Male è andata anche ai beni e servizi per la casa (-3,5%), con elementi di particolare difficoltà per i mobili; ai beni e servizi ricreativi (-1,7%), mentre in controtendenza vanno i concorsi a pronostici; ai beni e servizi per la cura della persona (-1,2%). Nell’abbigliamento e calzature (-1,3%), come previsto – rileva Confcommercio – la stagione dei saldi, seppure relativamente favorevole per i volumi acquistati, non ha potuto invertire il trend decrescente della spesa di medio periodo.
Tengono solo le comunicazioni (+4,4%) e i servizi di ristorazione (+0,3%), mentre per quanto riguarda alimentari e bevande, nonostante l’ulteriore flessione di gennaio (-1,4%), si segnala una «tendenza alla stabilizzazione dei consumi delle famiglie, fortemente compressi nel 2008».
L’allarme di Confcommercio non sorprende i consumatori, che dicono di aver già «ampiamente previsto» questo calo e tornano a chiedere misure urgenti per far ripartire i consumi, a partire dalla riduzione dei prezzi di almeno il 20%. «Di fronte a questo allarme ci chiediamo perchè il Governo non intervenga con misure serie ed adeguate, a partire da un’immediata riduzione dei prezzi», affermano Adusbef e Federconsumatori, che definiscono «preoccupante» soprattutto la costante riduzione dei consumi alimentari. Richiesta analoga viene dal Codacons, che proprio oggi lancia sul web la campagna ‘Abbassiamo i prezzi del 20%’, le cui adesioni verranno girate a commercianti e Governo per far loro capire l’urgenza di una riduzione dei prezzi.
L’Adoc intanto lancia l’allarme sull’agonia del piccolo commercio e "corregge" al ribasso il dato di Confcommercio: secondo le stime dell’associazione, il calo dei consumi a gennaio è stato addirittura pari al 7%, a fronte di una contrazione della spesa delle famiglie di circa il 5%.
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