13 Ottobre 2007

I comuni per incassare soldi facili mettono in pericolo la sicurezza dei trasporti

LA “FABBRICA delle multe“ è sotto assedio ormai in tutta Italia. Dopo i quattro avvisi di garanzia recapitati a un dirigente comunale, al comandante dei vigili urbani di Segrate, nel Milane1se, e ai titolari delle due ditte che avevano vinto l`appalto per l`istallazione dei T-Red in alcuni semafori sulla Cassanese (la Ci.Ti.Esse e la Scae Spa), è arrivata la conferma che anche la procura di Livorno, così come quella di Milano, ha indagato tre persone ? il sindaco di Riparbella, un dirigente comunale e il titolare della ditta appaltatrice Centro servizi ? con ipotesi di reato molto simili: vanno dall`abuso d`ufficio, al falso, alla turbativa d`asta. E` IL PRIMO risultato dell`esposto presentato dal comitato No Gabelle. A Segrate, la guardia di finanza ha eseguito il sequestro dei temporizzatori dei T-Red che stabiliscono la durata del giallo, su ordine del pm milanese Alfredo Robledo. Ora sono finiti sotto accusa anche i dossi artificiali: troppo alti, ben 10 centimetri, sostiene un operaio che ha chiesto al Comune il risarcimento di 1200 euro per i danni subiti dalla sua auto. Il giudice di pace si pronuncerà il 12 novembre. Ieri il sindaco di Altavilla Vicentina, ribattezzata Multavilla dagli automobilisti che hanno dato vita a un comitato spontaneo, ha annunciato di aver sospeso le contravvenzioni comminate dai T-Red piazzati in alcuni semafori dal 7 luglio 2007 in poi. “Curiosamente quella è la data del primo ricorso vinto dal nostro comitato davanti al giudice di pace“, dice il portavoce di Multavilla.org, Stefano Calderato. “FRA L`ALTRO, la ditta che ha installato la fotocamera ai nostri semafori è la stessa finita al centro dell`inchiesta di Segrate, la Ci.Ti.Esse. Immagino che siano stati disposti controlli in tutta Italia“. Perugia come Segrate, hanno denunciato tre consiglieri d`opposizione che preannunciano un esposto alla procura. E` sempre la stessa storia: tempi ridotti del giallo, portati sotto il già risicatissimo limite minimo di 3 secondi, confermato dalla circolare del ministero datata 3 agosto, nella quale si ridadisce l`illegalità dei contratti a percentuale in favore delle ditte appaltatrici sulle multe erogate dai dispositivi elettronici o laser, noleggiati dalle amministrazioni comunali. Ma poche hanno fatto marcia indietro. “TUTTI i semafori col T-Red o similari che abbiamo testato sulla via Emilia, da Castel San Pietro alla Romagna, sono stati tarati col giallo sotto i 3 secondi: i tempi variano dai 2.4 ai 2.7 secondi. E` una trappola. E poi, da uno studio della nostra associazione sui dati dei microincidenti denunciati alle compagnie di assicurazione nel circondario di Imola, si registra un aumento in questi incroci del 10%“, commenta caustico Claudio Morini, presidente dell`Associazione Forum che ha già assistito con successo, in tre anni e mezzo, 5000 automobilisti nei ricorsi ai giudici di pace. A tale proposito, però, Morini denucia anche “le pressioni indebite a cui sono sottoposti in diverse città i giudici di pace da parte delle amministrazioni: un fatto gravissimo“. INTANTO il Codacons ha diffidato il ministro Alessandro Bianchi perché porti la durata minima del giallo ad almeno 5 secondi, il tempo necessario per garantire ai veicoli di fermarsi in sicurezza. Se questo non avverrà, entro 15 giorni, il Codacons denuncerà il ministro alla procura. “L`INCHIESTA di Milano ? sottolinea l`associazione lombarda dei consumatori ? dimostra quello che sosteniamo da febbraio: i comuni per incassare soldi facili mettono in pericolo la sicurezza dei trasporti, riducendo drasticamente il giallo una volta installato il semavelox. Non è solo il comune di Segrate ad averlo fatto, ma la quasi totalità dei comuni che hanno installato queste apparecchiature. Il ministro deve intervenire immediatamente“. IL CODACONS siciliano ha chiesto invece il rimborso per chi ha pagato le multe per eccesso di velocità sui tratti della cintura etnea, dove sono stati installati gli autovelox: la richiesta segue il provvedimento della Provincia di Catania che sta verificando la validità di molte multe effettuate con l`ausilio di quei dispositivi, circa 66mila in pochi mesi.

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