Spaghetti più forti dei rialzi
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fonte:
- Giornale di Brescia
Spaghetti più forti dei rialzi
Per le associazioni l`adesione è al 67%, ma la richiesta non cala
Al pane e alla pasta i bresciani non rinunciano, nemmeno per aderire all`iniziativa lanciata dalle associazioni dei consumatori, che hanno fissato per la giornata di ieri uno sciopero simbolico della spesa e della pastasciutta. Non sembrano infatti aver subìto cali nelle vendite, quale segno di protesta da cittadini verso gli aumenti ed in particolare contro le speculazioni legate al prezzo del grano, gli esercizi del centro interpellati in merito. “Nessuna variazione – riferisce Roberto Franzoni, titolare dell`omonimo storico pastificio ubicato nel centro storico -. Abbiamo ricevuto la visita dei nostri clienti abituali e non abbiamo sentito lamentele, anche perché i nostri prezzi non sono stati ritoccati. Qualche piccolo aumento c`è stato da parte dei fornitori, in particolare di segala, uova, grana, derivati dal latte, ma forse anche come ripercussione del clima di preoccupazione di questi giorni“. Stesso trend, sostanzialmente, in altri panifici e pastifici cittadini. Un fornaio di via Montegrappa riferisce che “la gente ha acquistato come di consueto e che i depositi si sono esauriti secondo i soliti quantitativi quotidiani“. Appare cambiata, forse, negli ultimi tempi la modalità con cui il cliente va a fare la spesa: ci si fornisce sempre più spesso una volta la settimana del quantitativo ritenuto adeguato al fabbisogno famigliare e si conserva il pane in freezer, consumandolo secondo necessità. Anche in una grande forneria di piazzale Pola, che come i colleghi non ha applicato incrementi sui prezzi, lo sciopero dei consumatori è passato del tutto in sordina: i clienti si sono serviti regolarmente, rifornendosi di vari tipi di pasta. Un appunto, casomai, anche qui sulle tariffe dei fornitori: “L`aumento l`abbiamo subìto, più che praticarlo noi stessi“ lamentano. In un supermercato della catena “Giesse“ non solo non si registrano flessioni nelle vendite, ma pare addirittura che si possa parlare di una maggiore affluenza di utenti e consumatori: “Il pane e la pasta, si sa, nella grande distribuzione costano leggermente di meno, perciò qualcuno magari abbandona il piccolo negozio per venire da noi“. Calcolare l`adesione nazionale allo sciopero è difficile, ma secondo le organizzazioni dei consumatori il 67% avrebbe aderito all`iniziativa. Un dato certo arriva invece dalla Bce che conferma l`infiammata dei prezzi delle materie prime alimentari nei Paesi dell`area euro, cereali in testa. Nel mese di agosto, sottolineano dall`Eurotower, tutto il settore ha registrato una crescita del 30% rispetto allo stesso mese del 2006, un dato confermato anche dal portavoce della commissaria all`Agricoltura Mariann Fischer Boel che ha indicato un aumento del 50% dei prezzi dei cereali negli ultimi 12 mesi. Per affrontare l`emergenza materie prime, su sollecitazione del Governo italiano, la Commissione Ue è intervenuta ieri decidendo di aumentare le scorte di grano facendo mettere a coltura i terreni che fino ad oggi gli agricoltori erano obbligati a lasciare improduttivi. Da questa decisione si spera di recuperare 17 milioni di tonnellate di cereali per il prossimo anno. Con i dati europei sono arrivati anche quelli italiani sull`inflazione di agosto diffusi dall`Istat. Risultato: l`inflazione in generale resta all`1,6%, ma i prezzi per il capitolo alimentari e bevande salgono mediamente del 2,4% con punte per pane (+4,2%), pasta e riso (+3%) e i picchi del prezzo della frutta (+6,1%) ormai diventati – come sottolinea la senatrice Verde Loredana De Petris – “dei beni di lusso“ per molti cittadini. I dati dell`inflazione hanno infiammato le discussioni davanti ai banchi di Coldiretti e delle organizzazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che hanno manifestato e distribuito sacchetti con pane, latte e pasta davanti a Montecitorio e in piazza Verdi davanti alla sede dell`Antitrust, accolti con vera soddisfazione da casalinghe e quanti si trovavano a passare da quelle parti. A fine giornata arrivano le stime sull`adesione allo sciopero: secondo gli organizzatori il 67% degli italiani oggi avrebbe rinunciato alla pastasciutta. Ma a Milano, con la fretta di organizzare una cena o di mangiare alla svelta qualcosa di nutritivo, nei luoghi visitati dai cronisti tutto sembrava normale (anche se chi digiuna non lo fa né al ristorante né al supermercato). A Torino Telefono blu ha invitato a rinunciare anche al caffè, ma a rinunciare alla sostanza nervina – sempre secondo gli organizzatori – sarebbero stati al massimo un 10% con una media del 6,5%.
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