7 Settembre 2007

LA STANGATA d`autunno sugli alimenti è arrivata

LA STANGATA d`autunno sugli alimenti è arrivata. Ma, nonostante gli allarmismi, non sono le uova (ieri al mercato di Sant`Ambrogio se ne portavano via 6 con un solo euro), la pasta, il pane e i dolciumi ad aumentare, almeno per il momento. È invece il vitello che si paga da qualche giorno a peso d`oro. Quella che noi fiorentini chiamiamo vitella è infatti salita alle stelle, con aumenti anche del 6% rispetto al mese scorso. Da alcuni macellai il prezzo al chilo raggiunge anche i 23 euro. Ma come mai il vitello si paga così caro? “Colpa degli aumenti all`ingrosso“, spiega un macellaio. “Ci sono fornitori che hanno aumentato la vitella anche di 4 euro al chilo, e noi non ce la facciamo a sostenere i costi“. “La mia carne non ha subito aumenti – aggiunge un pollivendolo all`interno del mercato di Sant`Ambrogio – e la vitella resta a 19,90 al chilo, ma se i fornitori aumenteranno ancora, anch`io sarò costretto a fare lo stesso“. D`altra parte, i produttori si difendono spiegando che in questo periodo c`è carenza di vitelli da latte. “Non è possibile – ribatte un rivenditore – perché per preparare un vitello alla macellazione è semplice. Bastano 6 mesi, contro i 18 del vitellone“. Fatto sta che se il posteriore del vitello da latte, che è la parte più pregiata, si paga oggi all`ingrosso sui 9 euro e mezzo al chilo, al consumatore costa circa 10 euro in più. In mezzo ci stanno i costi dell`esercente, tra energia, benzina, affitto, tasse, e naturalmente il suo margine di guadagno. SE LA CARNE rincara di oltre il 100% dalla stalla alla tavola, ancora peggio accade per il latte, che, secondo Coldiretti, aumenta del 325% nel passaggio dal produttore al consumatore. Ma un modo per difendersi dalle stangate autunnali sugli alimenti (a proposito, anche per la carne bovina è atteso un aumento del 2%, mentre caleranno di circa il 2% i salumi), c`è. No, non stiamo parlando, o non solo, almeno, di grande distribuzione, ma di rivolgersi, come consiglia Coldiretti, direttamente all`azienda agricola, dove è possibile risparmiare anche il 30%. “Nella provincia – spiega Laura Pestelli, di Coldiretti Firenze – esistono oltre 100 aziende che vendono direttamente al consumatore. Lo fanno presso la loro sede, ma anche nei mercati. Alle Cascine, al mercato di S.Ambrogio e alle Cure, ad esempio, ci sono sempre dei banchi dei coltivatori, dove il risparmio è assicurato. Si riconoscono bene, perché hanno meno scelta degli altri e vendono rigorosamente prodotti di stagione“. Sul nostro territorio, inoltre, non sono ancora diffusi, ma stanno riscuotendo sempre maggiore interesse, i cosiddetti distributori automatici, che permettono di acquistare il latte appena munto direttamente nella stalla: il risparmio è di oltre il 40%. Nel frattempo, per contrastare i paventati rincari, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno indetto per giovedì 13 lo sciopero della spesa.

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